
La guerra all’Iran e la guerra all’Euro in una botta sola
Obama trema: il presidente in scadenza, detestato dai poteri di Wall Street che finanziano il suo rivale Romney, sa benissimo che il suo destino è legato a due fattori: la sopravvivenza dell’euro in Spagna e in Italia e lo status quo in Medio Oriente. Una guerra con l’Iran, innescata da Israele con la conseguente discesa in campo di battaglia degli Stati Uniti, sarebbe il colpo del ko alle sue speranze di essere rieletto alla Casa Bianca.
Ecco perché l’attentato in Bulgaria che ha fatto strage di turisti israeliani e il contemporaneo assedio al regime di Assad sono due bombe pronte ad esplodere sotto la prima poltrona della Casa Bianca.
Nel caso in cui il governo di Netanyahu, grazie alla componente centrista di Kadima, riuscisse a frenare l’istinto di dare una “lezione” a Teheran, Wall Street avrebbe in mano, come arma, quelle dieci banche americane con le loro agenzie di rating pronte a manovrare la speculazione sull’euro. La famigerata ‘’guerra di agosto”.

