Era senza lavoro da sei mesi il manovale di 53 anni, S.B., che si è impiccato a Gravina di Catania. E’ solo l’ultima vittima della crisi: negli ultimi dieci giorni si sono susseguite, quasi quotidianamente, notizie di lavoratori licenziati, imprenditori in crisi e disoccupati, gravati dai problemi economici, che hanno compiuto gesti estremi.
Ecco i precedenti (dieci in dieci giorni).
– 14 MAGGIO: Un imprenditore milanese, titolare di un’azienda di costruzioni, si uccide sparandosi un colpo di pistola alla testa dentro la sua auto, a Gignese, in provincia di Verbania, in una strada che conduce in un bosco. Sembra che l’uomo fosse preoccupato dal fatto che la propria azienda non versasse in una buona situazione ma sui motivi del gesto sono ancora in corso accertamenti.
– 11 MAGGIO: Un imprenditore torinese di 72 anni, Mario Trombone, si spara un colpo di pistola alla testa nel suo ufficio nel centro di Torino. Ricoverato all’ospedale Cto in condizioni disperate, muore in serata. In un biglietto indirizzato alla famiglia aveva spiegato di essere oppresso dalla crisi e di non sapere più come andare avanti con la sua azienda di facchinaggio. I parenti danno il consenso all’espianto degli organi.
– 10 MAGGIO: Un imprenditore titolare di una ditta di impiantistica si suicida nelle campagne tra Molfetta e Terlizzi, in provincia di Bari. L’uomo Giuseppe Rennola, di 46 anni, non riusciva più a pagare i fornitori e lascia un biglietto in cui chiede scusa alle figlie per il gesto. Secondo quanto riferito dai familiari, l’elettricista lavorava in proprio e aveva anche appalti con enti pubblici: l’imprenditore non sarebbe riuscito a far fronte ad alcuni debiti perché gli stessi enti non lo avrebbero pagato nell’ultimo periodo. Aveva chiesto anche dei mutui alle banche ma non gli erano stati concessi. L’uomo, che viveva a Molfetta, era sposato e aveva due figlie di 15 e 19 anni. La procura di Trani apre un fascicolo sulla vicenda.
– 10 MAGGIO: Un imprenditore di 63 anni di Vico Equense, Arcangelo Arpino, si suicida nel parcheggio del Santuario di Pompei, sparandosi un colpo di pistola alla testa. Prima di togliersi la vita, l’uomo si reca in chiesa, dove prega su un inginocchiatoio davanti ad un quadro della Madonna. Poi esce, dopo poche decine di metri entra nel parcheggio dove si trova la sua auto, impugna la pistola, preme il grilletto e si suicida. Lo sparo richiama l’attenzione dei passanti e di molti fedeli che accorrono nell’area riservata alla sosta per rendersi conto di persona dell’accaduto. Nell’auto la polizia giudiziaria trova tre lettere di addio, con scuse verso i familiari e accuse verso Equitalia per delle cartelle a suo dire ingiuste. L’imprenditore fino a due anni fa era titolare di un’impresa edile e successivamente di un’agenzia immobiliare e matrimoniale.
– 10 MAGGIO: Un uomo di 55 anni, in mobilità da alcuni mesi, si suicida nella notte nei boschi vicino Vaiano (Prato), impiccandosi a un albero, dove viene trovato soltanto la mattina. Era depresso per le cattive condizioni economiche in cui versava da un paio d’anni, da quando era morto il padre: il 55enne riusciva a tirare avanti grazie alla pensione dell’anziano genitore. Poi, alla scomparsa del padre, l’uomo aveva lasciato la casa di famiglia, per andare ad abitare in un alloggio in affitto: lì però non riusciva a pagare il canone di locazione. I problemi economici lo hanno sopraffatto, fino alla decisione di togliersi la vita. La vittima lascia un biglietto in cui chiede scusa a tutti per il gesto, tranne al fratello e alla sorella, con cui non era in buoni rapporti per questioni di eredità.
– 8 MAGGIO: Un uomo di 60 anni, Luigi Fenzi, residente a Saronno e titolare di un’azienda di formazione, viene trovato impiccato ad un albero all’interno del Parco delle Groane, nel comune di Cesate, in provincia di Milano. Sposato e con due figli grandi, Fenzi si allontana dalla sua abitazione nel primo pomeriggio, poi la macabra scoperta. In una tasca i militari della Compagnia di Rho trovano un biglietto in cui la vittima, titolare della Essetitre, spiegava i motivi del suo gesto estremo: non ho soldi e non posso pagare i miei dipendenti perché non c’è lavoro, il suo ultimo messaggio.
– 8 MAGGIO: Un ex custode di 63 anni, Generoso Armenante, si suicida a Salerno dopo aver saputo che avrebbe dovuto lasciare l’alloggio di servizio. L’uomo, che aveva perso il lavoro da due anni, si uccide impiccandosi con una corda nello stesso deposito dove aveva prestato servizio e attiguo alla sua abitazione, in via Brum, nella zona industriale della città. E’ la figlia a trovarlo ormai già senza vita. La polizia trova un biglietto d’addio, indirizzato ai famigliari. “Perdonatemi sono un fallito. Non ce l’ho fatta più per questo motivo ho deciso di sparire per sempre”.
– 7 MAGGIO: Un agente immobiliare di 52 anni si impicca in un parco pubblico di Vicenza. Il suo corpo, appeso ad una giostrina per bambini, viene notato da alcuni passanti, che avvertono la polizia. L’uomo stava attraversando un periodo di difficoltà finanziarie.
– 7 MAGGIO: Un commerciante di 48 anni si suicida impiccandosi in via Duse a Bologna, nel retrobottega del negozio di ricambi per casalinghi di cui era co-titolare. A scatenare il gesto disperato, sarebbe stata una cartella di Equitalia da 20mila euro, di cui l’uomo aveva parlato nel corso di un litigio avuto con alcuni condomini poco prima di compiere il gesto estremo scoppiato perché non aveva versato alcune rate delle spese del palazzo. Un diverbio per il quale era intervenuta la polizia.
