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Disarticolare i quadri

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Nuova fase strategica dei partigiani

·    Nel tentativo di colpire i quadri tecnici e intellettuali del Paese, è stato ucciso ieri ad Aleppo, da un gruppo terroristico armato, il generale dell’Aereonautica militare Khalif Al Abdallah, mentre si recava al lavoro.
Una fonte ben informata della provincia ha detto che quattro terroristi, a bordo di un’auto, hanno aperto il fuoco contro il generale Al Abdallah, appena uscito di casa per recarsi al lavoro, nei pressi della moschea Al Basil, nel quartiere di Hamdaniya, causandone la morte.
Sempre ieri un’altra banda armata ha ucciso il colonello Tareq Mahmoud Al Haushy, dell’Amministrazione politica, di fronte a casa sua a Jober, alla periferia di Damasco.

·    L’insegnante Wifa’ Ibrahim Al Bony, segretaria della scuola media Om Alshahid, è rimasta ferita nell’esplosione di un ordigno piazzato ieri da un gruppo terroristico sulla sua auto, nel quartiere di Al Saboniya, ad Hama. La donna, che ha riportato gravi lesioni, è stata soccorsa e portata in ospedale.
Sempre ieri i terroristi hanno ucciso un altro civile, Mehdy Aly Asfar, che era stato rapito tre mesi fa ad Homs e sul cui cadavere sono stati trovati segni di gravi torture.

·    Un gruppo terroristico armato si è introdotto ieri in un garage nella città di Mork, da dove ha rubato una macchina di proprietà del governo appartenente alla Banca Agricola di Soran e messa a disposizione del direttore della banca, Abd Al Aziz Ibrahim.

·    Le forze dell’esercito libanese sono state dispiegate ieri nella regione di Mashariaa al Qaa in seguito agli scontri a fuoco verificatisi due giorni fa al confine siro-libanese, nei pressi della località di Al Jouza, dove sono state fermate due vetture che trasportavano dieci persone, cinque delle quali libanesi e cinque provenienti dalla Siria.
La Direzione per l’Orientamento del Comando dell’esercito ha dichiarato ieri in un comunicato che le forze dell’esercito hanno sequestrato all’interno delle due vetture grandi quantità di armi pesanti, medie e leggere e munizioni appartenenti all’esercito stesso, oltre a quantità di materiali e indumenti militari.
Sia gli arrestati che le armi sequestrate sono stati consegnati alle autorità competenti, che si occuperanno delle azioni nei loro confronti.
 

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