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Domani ci liberano un’altra volta

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Ora e sempre quella particolare “resistenza”

Mentre si fanno sempre più consistenti i dubbi sull’autorevolezza delle agenzie di rating, messa ormai in dubbio non solo da studiosi indipendenti ma anche da governi, università e, non ultimi, vari giudici coraggiosi, questo vero e proprio braccio armato dell’economia del debito continua a dettare legge sui mercati.
Venerdì 25 aprile, in un giorno in cui nominalmente gli italiani sarebbero chiamati a festeggiare una certa “liberazione”, arriverà il primo giudizio ufficiale sul rating italiano da parte di una delle tre sorelle del rating, l’agenzia internazionale Fitch. La seconda pubblicazione dell’anno è attesa per il 24 ottobre.
Attualmente la valutazione di Fitch sull’Italia è BBB+ con outlook negativo, un giudizio che comunque è di un gradino più alto di quello delle altre due agenzie del rating. C’è ora da vedere se Fitch deciderà di affondare il colpo, puntando a instaurare una situazione simil-greca, oppure, più plausibilmente, se seguirà le orme di Moody’s che a febbraio, dopo un lungo susseguirsi di declassamenti, ha migliorato l’outlook sul nostro rating sovrano portandolo da negativo a stabile, confermando la valutazione Baa2. Se è vero, come è vero, che la nomina di Matteo Renzi è del tutto funzionale ai mercati, non foss’altro che per la già programmata ondata di privatizzazioni, forse alle agenzie di rating converrà allentare un po’ la catena. Così, da sempre, si premia la fedeltà.
Chissà che dirà S&P, invece, dei conti pubblici di Mosca. Anche la Russia, venerdì, attende infatti il responso di una delle tre sorelle. Un altro giudizio che ci dirà molto sul nuovo assetto internazionale e sul ruolo che in esso sta attualmente svolgendo la Russia.

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