Dove le donne se non si sposano è quando non trovano più Samurai
C’è una nazione che proprio non vuole arrendersi al pensiero unico, al politically correct, all’orizzontalità imposta in nome dell’egualitarismo. Parliamo dell’ultimo Impero rimasto sul pianeta, il Giappone.
È di oggi la notizia della sospensione dopo appena due capitoli di un manga, Himoxile di Akiko Higishimura, in seguito a feroci polemiche per il suo contenuto e per il suo messaggio.
Accuse di sessismo? Razzismo? Omofobia? Xenofobia? Qualunquefobia o qualsiasi-ismo? No, affatto. Il manga è semplicemente stato ritenuto devirilizzante e denigratorio nei confronti, udite udite, della figura maschile. La trama del fumetto infatti tratta di un gruppo di maschi disoccupati che, per piacere di più ed avere più successo con le donne in carriera, si improvvisano casalinghi.
In un’Italia in cui l’ideologia gender prende sempre più piede pretendendo che “uomo” e “donna” siano solo concetti imposti dalla società, in cui Laura Boldrini, la Grande Madrina della Grande Sostituzione – non solo etnica ma anche spirituale – urlava indignata contro le pubblicità delakiko-higashimura-himoxile-cover Mulino Bianco definite sessiste perché, cosa inaudita, a portare la colazione in famiglia era la mamma, probabilmente un manga del genere sarebbe diventato presto un simbolo della nuova società, dei valori dei tempi moderni, un esempio di civiltà con tanto di sproloqui intellettual-chic da parte di Repubblica, Huffington Post, Espresso eccetera eccetera.
E sicuramente chi avesse protestato portando accuse di “devirilizzazione e denigrazione del maschio” sarebbe stato accusato di sessismo, di essere un potenziale stupratore sicuramente imbevuto di quel brodo culturale che porta alla violenza e all’odio del diverso e quindi carcerabile per rischio di femminicidio.
Ma nel Giappone in cui i Samurai sono visti ancora come modello e non come esecrabile testimonianza della violenza del passato, evidentemente le Grandi Madri non hanno il potere castrante che hanno in Occidente. Il concetto stesso di “sessismo” è sconosciuto perché quel popolo è talmente strano da ritenere donne le donne e uomini gli uomini.
Lo scandalo suscitato dal manga della Higishimura non è dipeso infatti dal fatto che vengano presentate donne in carriera – in Giappone infatti ve ne sono moltissime – o uomini casalinghi. Ma fa scandalo che l’uomo disoccupato voglia fare il casalingo per sentirsi più “appetibile” per le donne in carriera, un processo che nell’ottica nipponica porterebbe a un’inversione totale non solo dei rapporti tra uomo e donna ma dell’essenza stessa dei due generi, producendo una virilizzazione della donna e una femminilizzazione dell’uomo.
E non è solo una minaccia avvertita dai “maschietti”. Le donne in carriera giapponesi che molto spesso rimangono single sono un fenomeno che incuriosisce e lascia basiti anche i sociologi occidentali. Il crollo del numero di matrimoni non sarebbe infatti dovuto all’emancipazione della donna ma proprio al fatto che le donne giapponesi trovano spesso i maschi moderni troppo poco uomini rispetto a quelli di una volta e non vogliono abbassarsi al livello di chi non sa elevarsi. Una scelta come quella dei protagonisti di Himoxile quindi sarebbe stata vista con orrore anche dalle donne nipponiche. Per fortuna degli uomini e del Giappone.
