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E andiamo di corpo

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La trovata della Casa Bianca per contrastare lo scetticismo globale del popolo della rete

Ieri  la Casa Bianca è sembrata precipitare di nuovo nell’incertezza. Dopo l’esecuzione perfetta della missione, il presidente e i suoi uomini non riuscivano a decidere se era necessario o no rendere pubbliche le foto del terrorista ucciso. Ieri pomeriggio, Obama ha di nuovo riunito i suoi consiglieri per dibattere se pubblicare o no l’immagine. La questione, che sembrava meno importante davanti al riconoscimento ufficiale del Dna, è diventata più pressante perché nel web sono cominciate a circolare foto false e taroccate, (cioè non erano state realizzate bene dai servizi americani…) che rischiano di indebolire il successo della missione.
Ma la Casa Bianca ha le foto in cui si vede il corpo di Bin Laden…. (il corpo, un corpo. Ma vedrete che alla fine troveranno di meglio. Non siate ingenerosi, e che diamine, date loro il tempo di taroccare decentemente un volto semidevastato!)

Ed ecco che affiorano i principali moventi che hanno spinto la Casa Bianca alla realizzazione in World-show di quesa No-pulp fiction.
1) Per un po’ Barack Obama può godersi un bel balzo in alto della popolarità: in sole 48 ore il presidente è passato da un tasso di approvazione del 47 per cento al 56. Non solo: i bookmaker hanno elevato le chance di una sua rielezione nel 2012 al 75 per cento.
2) Intanto, Obama dovrà presto prendere posizione anche sugli altri temi. La situazione afgana è stata catapultata in primo piano dopo che il presidente Hamid Karzai ha colto l’occasione per confermare la sua opposizione contro ulteriori operazioni militari di grande portata nel suo Paese. Vari esperti americani peraltro si sono chiesti se il successo del blitz in Pakistan non dovrebbe convincere la Casa Bianca e i suoi alleati a cambiare l’intervento a favore di simili operazioni di commando. Sentiremo varie proposte nei giorni prossimi: la Commissione Affari Esteri del Senato ha aperto ieri le sue udienze proprio sulla guerra afghana, e il presidente della Commissione, il senatore John Kerry, ha sottolineato che gli ultimi sviluppi devono “far riflettere molto su come condurre la guerra, ora che un capitolo si è chiuso”.
Ovvero
, ora che l’investimento in armamenti è comunque garantito dal concentramento sul Mediterraneo, non è affatto da escludere che un accordo in Asia centrale con la Cina, l’Inghilterra e magari la Russia, accordo che garantisce agli Usa comunque un controllo sulla narco-arteria e sui flussi energetici nella via della seta, consenta che l’intervento militare americano si  riduca progressivamente. Poiché le ragioni ufficiali di quell’intervento oramai decennale non  sono certo esplicitamente quelli della macro-operazione mafiosa in atto ma la “vendetta delle due torri”, se Bin Fantomas viene dichiarato morto – e in Usa ci credono pure ! – gli americani possono iniziare a pensare di abbandonare quello scenario senza passare per sconfitti (nel caso di mantenimento della tesi ufficiale) o (nel caso di ammissione delle ragioni reali di quella carneficina) senza dover ammettere di aver mandato al macello migliaia di uomini per accontentare i padroni-padrini e i loro dividendi.


 

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