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Emuli sinistri e ottusi della strategia della tensione

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Un altro attentato, stavolta con feriti. Dall’inizio della primavera è in atto un’escalation confusa quanto idiota. Mescolando tutto e tutti ed attribuendo l’appellativo “fascista” anche agli antifascisti, si è dato il via ad una campagna di aggressioni , accompagnata da attentati, che tanto rammenta le strategie del ministero degli interni nell’autunno del 69.

A piazza Maggiore, a Bologna, durante un comizio elettorale di Fini, l’esplosione di una bomba-carta ha causato una decina di feriti. La pista su cui imboccano le indagini è quella anarco-istituzionalista (termine che ci pare oggettivamente più corretto di quello comunemente adottato di anarco-insurrezionalista)


Dall’inizio della primavera è in atto un’escalation confusa quanto idiota. Mescolando tutto e tutti ed attribuendo l’appellativo “fascista” anche agli antifascisti, alcuni gruppi di sinistra – e quel che è più significativo alcuni candidati e persino deputati della presunta “disubbidienza” – hanno dato il via ad una campagna di aggressioni , accompagnata da attentati, che tanto rammenta le strategie del ministero degli interni nell’autunno del 69.


La lista è lunga: dalle sedi di Forza Nuova plasticate, all’aggressione a mano armata dei militanti romani di FN, ai tre ultimi attentati dinamitardi contro AN passando per provocazioni, tentati assalti e assedi – con protezione della polizia ovviamente – a Casa Pound.


Lo scopo è forse elettorale ? Se così fosse questi delinquenti/imbecilli, apprendisti stregoni, si limiteranno a strumentalizzare e a gettare allo sbaraglio qualche decina di seguaci che, mobilitati su battaglie marginali e di retroguardia, andranno incontro a guai giudiziari e rischieranno la loro incolumità fisica solo per assicurare gli emolumenti strasburghesi a pochi parassiti della rivoluzione salottier-chic.


Se, come temiamo, il discorso è invece più articolato, centinaia se non migliaia di persone subiranno le conseguenze di questa rinata strategia della tensione. Infatti da utili idioti – o più probabilmente da squallidi servi – i mestatori nel torbido continueranno a nuocere perché l’insicurezza e il timore sono elementi indispensabili di stabilità per oligarchie prive di base popolare e di progetto. Che tale sia la situazione in Italia e in tutto l’Occidente non c’è ombra di dubbio. Del resto alcune campagne di repressione giuridica che si sono scatenate in contemporanea alle aggressioni e agli attentati lasciano supporre una regia unica del nuovo totalitarismo del terore/spettacolo.


Insomma, gli archetti dell’odio isterico che si lasciano trascinare su pendii pericolosi sono oggettivamente, e dovrebbero rendersene conto, piccoli commandos al servizio dell’ordine globale americano. Una triste fine per il movimento della contestazione ! Auguriamoci che esso sappia prendersi in mano da solo e mettere in riga i suoi dementi.



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