ma da oggi con chi ce la prenderemo?
L’abbiamo fermamente detestato. Per l’antifascismo, per la complicità col sistema criminale che ha cancellato 1000 anni di storia italiana in Istria e Dalmazia, per tutto quanto di abbietto ha rappresentato la DC, che già nel nome portava in-scritta la decadenza. Era un nemico, reale e nocivo. Non si affrontava sul campo, già prima di incrociare le spade eravamo sconfitti. Troppo il divario, e non soltanto di mezzi.
Se poche avanguardie erano ancora in armi, perché reduci della tempesta o per disposizione di spirito, il resto di noi era perlopiù anchilosato, gli occhi al passato quando non complice più o meno consapevole dei carnefici.
Ma Giulio Andreotti era un nemico, e del nemico aveva levatura ed era identificabile come tale.
Oggi, aldilà della nostra incapacità di discernimento, è una nebulosa maleodorante di figure abbiette, nullità assolute che lucrano briciole dalla disperazione globale.
Di nemici come Andreotti sento nostalgia. Di un obiettivo dei nostri strali, di un capro espiatorio per la nostra debolezza, di un avversario di spessore e levatura che ci metta a posto la coscienza.
I camerieri 5 stelle, i demo-renziani, i dinosauri quirinalizi e i loro padroni cosmopoliti paiono davvero ben poca cosa e ci sbattono in faccia la nostra inadeguatezza.
Non c’è il Divo dall’altra parte, c’è solo un guano putrescente. E noi, chi siamo?
