Anche il Casinò sente aria di fallimento
Il sabato sera al Casinò di Sanremo è un must degli anni 80/90 italiani. Ve n’è traccia nei film d’allora. Oggi, anno 2013 di nostra vita, quei tempi sembrano lontanissimi. La crisi economica che da almeno un paio d’anni ha investito il Paese, avanza con gli occhi bassi da cinghiale. E non guarda in faccia nessuno. Neanche i Casinò. Perché se è vero che l’azzardo non avverte crisi, è altrettanto vero che lo spopolare di slot machine in ogni bar e il dilagare del gioco on line, ha reso forse meno appetibile una serata in Casinò. È una questione di comodità, mica altro.
Proprio il consiglio di amministrazione della Casinò Spa, storica società con sede a Sanremo, ha deliberato lo stato di crisi. I conti non tornano, l’affanno è evidente. Un intervento è necessario. Il cda ha approvato, all’unanimità, un nuovo assetto con «un organigramma verticistico e snello» si apprende da fonti vicine alla società. Un organigramma piramidale, che dia maggiori responsabilità e poteri decisionali agli amministratori delegati. Per Casinò Spa si prevede un Cda nel quale ai singoli membri possono essere affidate deleghe specifiche, con possibilità di un amministratore delegato o direttore generale. La società sarà anche scompattata in due settori: uno amministrativo e uno dedicato alla produzione.
E in attesa che la trattativa coi sindacati decolli (nelle scorse settimane non è stato trovato accordo, e i rapporti sono già tesi), già di parla di esuberi. Almeno ottanta, secondo le prime notizie. Ottanta persone (che lavorano in diversi settori dell’azienda) che rischiano il loro posto. Da parte sua, il sindaco di Sanremo, Maurizio Zoccarato, auspica una soluzione indolore: «In questo periodo di aspra crisi – ha dichiarato nelle scorse ore – la priorità assoluta è la sopravvivenza e il rilancio della Casa da gioco, la salvaguardia dei posti di lavoro e, di conseguenza, dei servizi che l’Amministrazione comunale eroga alla cittadinanza, grazie al contributo sui proventi di gioco destinati al bilancio del Comune. Il Comune ha bisogno che il Casinò produca risultati economici in grado di garantire la copertura del bilancio dell’Ente per non creare diminuzioni dei servizi ed interventi sociali finora garantiti ai cittadini. Ribadisco che l’amministrazione comunale auspica in primo luogo la salvaguardia dei posti di lavoro, ma è innegabile, in considerazione dell’attuale andamento del mercato del gioco, la necessità di intervenire sugli stipendi affinché ciò si possa realizzare«. È solo l’inizio di una storia che si prevede lunga e ricca di ostacoli.
