E’ venuto il momento di svegliarsi
Chiedere l’uscita dall’Euro, ammesso che sia praticabile, voler uscire dall’Unione europea significa poter sviluppare un’azione politica che non sia effimera? Nessuna delle condizioni (pro o contro) ha senso se non è chiaro in quale direzione si vuole avanzare il proprio baricentro
In questa fase l’Europa è in una situazione delicata di posizionamento nell’ambito di uno squilibrio sistemico che può determinare un passaggio dal monocentrismo americano ad un multipolarismo che stenta a decollare.
Posto che l’Unione europea è asservita agli USA e non alla Germania, poiché l’Unione è una cosa e gli Stati nazionali un’altra, è necessario un recupero dell’autonomia nazionale ed europea su diversi livelli.
Anzitutto, andrebbe accentuata la critica verso la BCE , vero e proprio strumento finanziario di ricatto e di condizionamento degli Stati europei, in collaborazione e/o competizione, non ce lo scordiamo mai, con il Fondo Monetario Internazionale, che nessuno cita più.
In secondo luogo, le lotte contro l’immigrazione clandestina e contro l’ideologia gender non possono essere intese in modo episodico e scevro dal contesto di un recupero di autonomia nazionale all’interno di un rinnovato contesto europeo.
E’ l’Europa tutta ad essere investita dalla nuova ondata destabilizzatrice voluta dai centri di comando statunitensi che cercano di affossare in ogni modo, qualsiasi possibilità di allineamento europeo con Mosca .
Per questo obiettivo gli USA si servono sia della crisi depressionaria che investe l’Europa, sia dell’opera dei Governi collaborazionisti sparsi nei diversi Stati membri, tra i quali quello italiano spicca per zelo .
L’approvazione dello Ius Soli da parte del Governo Renzi, in piena crisi emergenziale immigratoria, ne è la riprova.
L’affermazione in Europa, di movimenti vagamente “nazionalisti” (stile Pegida in Germania) con un forte accento antislamico o antimmigrazione, sono una ben magra consolazione, se si perde di vista il fatto che gli stessi movimenti non dicono una parola sull’egemonia statunitense e sul ruolo che gli USA giocano nel dominio unipolare mondiale.
Il ruolo giocato da Soros e dalle ONG finanziate oltreoceano per favorire l’ondata di clandestini in Europa, è bellamente ignorata da questi movimenti , che sembrano vivere in una sindrome provinciale da “not in my garden”, senza vedere chi gli ha costruito il muro attorno al giardino ieri e chi lo vuole crepare oggi.
Un movimento nazionale, rivoluzionario ed europeo deve saper legare le lotte in un quadro di insieme, contro il vero nemico, rigettando con forza e chiarezza le “OPA “ ostili che determinati ambienti statunitensi vorrebbero lanciare su chi lotta contro la sostituzione etnica degli europei, sviando l’attenzione su falsi bersagli .
L’uscita dall’Unione Europea e/o dall’Euro rischia di essere uno slogan politico fine a se stesso, se non si identifica con chiarezza che il problema non è l’Unione Europea in quanto tale, visto che molti Stati nazionali sono più kollabos anche quando hanno margini di autonomia, ma il predominio USA in Europa, che si sconfigge sul piano culturale, politico ed economico, solo collegando le diverse lotte per l’autonomia nazionale (Ius Soli, gender, sovranità economica e monetaria) nel quadro dell’Europa Nazione.
