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McItalia job tour parte per celebrare la nostra fine culturale e sociale

 

Del tour di una rock band ha tutte le caratteristiche a partire dal nome, «McItalia Job Tour», poi c’è il fatto che andrà in scena in piazze e palasport per una ventina di date e, dulcis in fundo, c’è pure il sold out del primo appuntamento, domani a Parma. Solo che stavolta non si parla di Vasco o del Liga, ma delle selezioni organizzate da McDonald’s per trovare personale per i suoi nuovi ristoranti.
Tutto esaurito al Palaciti di Parma, tappa numero zero della tournée nazionale messa in piedi dalla catena di fast-food allo scopo di gestire al meglio la mole impressionante di richieste di assunzione piovutale addosso di recente: in meno di due settimane, il tempo della programmazione dello spot di Gabriele Salvatores andato in onda lo scorso gennaio, e sul sito internet dell’azienda sono piovuti 45mila curricula che vanno a sommarsi ad altri 45mila raccolti fino a oggi, segno inequivocabile della fame di lavoro che morde il Paese. «Entro la fine di febbraio prevediamo di arrivare a 100mila, lo stesso numero che normalmente facciamo in un anno», spiega Stefano Dedola, direttore del personale di McDonald’s Italia. Per inciso, quella campagna pubblicitaria che annunciava 3 mila nuovi posti di lavoro nei prossimi tre anni si era attirata gli strali della Cgil, che aveva criticato l’inesistenza dei rapporti sindacali oltre che l’eccessivo ricorso a part-time e turni di notte. McDonald’s aveva replicato che i contratti di lavoro sono a tempo indeterminato. Al di là della polemica, per il «McItalia Job Tour» parlano i numeri della data di debutto: a Parma sarà aperto un punto ristoro dove saranno impiegate venti persone, per venti posti con contratto di apprendistato part-time da 700 euro lordi al mese per cui domani si presenteranno in ottocento.
Probabilmente sarebbero stati ancora di più se la capienza del Palaciti lo avesse permesso, ma l’azienda ha chiuso le iscrizioni online a quel numero «per ragioni di sicurezza». Ma cosa succederà domani nel palasport di Parma, oltre ai test di selezione? «Nessuna concessione allo spettacolo, l’argomento è troppo serio per giocare con queste cose – risponde Dedola -: sarà un’occasione per spiegare ai candidati come funzionano turni, mansioni e dettagli del contratto. Ci saranno anche nostri dipendenti che saranno lì a raccontare cos’è il lavoro da McDonald’s».
Già, il contratto: la «crew», come viene chiamato il personale del fast-food che si divide fra sala, cassa e cucina, nell’inquadramento tipo da 20-24 ore alla settimana guadagna circa 800 euro lordi al mese di paga base che diventano netti grazie a straordinari e turni di notte. Se poi si sceglie la formula weekend da 8-15 ore alla settimana il compenso scende a 300 euro lordi. «La tipologia dei nostri dipendenti è fatta per la maggior parte di giovani e donne, quelli che fanno più fatica a trovare lavoro – aggiunge Dedola -. È vero che la grandissima richiesta di lavoro che stiamo registrando è conseguenza della crisi, ma è anche vero che McDonald’s è una delle pochissime aziende con un piano di sviluppo, dunque non c’è da stupirsi se ci si rivolge a chi assume».
Dopo la data di Parma, il tour proseguirà nelle città dov’è prevista l’apertura di nuovi ristoranti: sicuramente a Milano, poi in Piemonte, Campania, Calabria e Sicilia.

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