Il cielo non apprezza gli officianti del mondiaismo
Domenica all’Angelus la colomba papale subisce un doppio attacco: un gabbiano e un corvo.
In tutte le tradizioni Indo-Europee il corvo assume il ruolo di messaggero delle potenze uraniche e luminose, è legato ai concetti di conoscenza superiore e preveggenza, ha carattere sia luminoso e solare che notturno.
Presso i Germani e i Vichinghi, il corvo era strettamente legato a Odino (anche lui dalle caratteristiche sia solari che notturne): i suoi due messaggeri Hugin e Munin (Pensiero e Memoria) lo accompagnano anche nella Caccia Selvaggia.
Analogamente presso i Celti l’animale era sacro a Lug (il dio più simile a Odino fra tutte le religioni) e a Morrigan, la dea guerriera e furiosa della morte in battaglia.
Presso i Greci il Corvo era sacro ad Apollo e suo messaggero.
Nei misteri di Mithra il Corvo (corax) era il primo gradino dell’ascesi iniziatica, gradino conosciuto anche come “messaggero del Sole”.
Nei Misteri Orfici è il simbolo della morte iniziatica. Analogamente nella tradizione ermetica è simbolo della nigredo.
Secondo una leggenda, un corvo soleva mangiare dalle mani di San Benedetto e nei monasteri dell’Ordine era uso tenerne uno addomesticato, in ricordo del Santo.
Mattia, il sovrano che unificò l’Ungheria nel XV secolo facendone un grande regno (conquistò anche Bosnia, Boemia e parte dei territori austriaci) fu chiamato Mattia Corvino perché aveva un corvo come simbolo nelle sue insegne. L’unificazione dell’Ungheria avvenne grazie a un corpo militare mercenario da lui scelto chiamato Armata Nera. Corvino fu iniziato dai Filomati, nella città italiana di Lucca, al neoplatonismo e ai culti misterici.
Nel cinema un Corvo accompagna sempre il Merlino di Excalibur, descritto come un vagabondo che dall’Alba dei Tempi porta la Conoscenza e addestra i Re a diventare tali. Anche l’Harlock di Matsumoto, raffigurazione cosmica e fantascientifica di Odino (monocolo e lanciato in una caccia selvaggia per i cieli interstellari) e paladino del Principio Solare e Uranico contro le potenze telluriche e sotterranee (Mazoniane, Demoni Noo, Coalizione Gaia) ha sempre un Corvo sulla spalla.
Anche nella cultura popolare il verso del Corvo assume un significato vaticinante che preannuncia il ritorno della Regalità sopita. Il gruppo Tempo Scaduto, riprendendo in “Federico Barbarossa” un vecchio canto popolare, fa dire al vecchio Federico Barbarossa, addormentato in un Monte (Asse Cosmico) da un sonno incantato “se pei monti udite i Corvi risuonare, portatemi la Spada: è tempo di tornare!”
Il Gabbiano si eleva in alto e aiuta a sentirsi sganciati dai pesi materiali. E’ anche un Messaggero del Divino, in quanto intermediario tra i mondi materiali e spirituali, permette di comunicare con i piani sottili. Il Gabbiano concede la possibilità di innalzarsi al di sopra dei problemi e vedere le cose dall’alto. Osservando tutti i differenti punti di vista e disidentificandoti da essi.
Presso i Celti era l’animale che annunciava le tempeste, sacre a Lug, così come a Giove, Zeus e Odino nelle altre culture europee. Anch’esso è considerato messaggero divino.
Impossibile poi non ricordare il Gabbiano Jonathan Livingston, che attraverso il volo trascende se stesso ed entra in una sfera superiore di conoscenza e vita.
Odino batte papa Francesco 2 a 0 ?
