
Vittoria a sorpresa del candidato nazionalista
Effetto sorpresa in Serbia. Nel ballottaggio presidenziale, i serbi hanno scelto il nazionalista Tomislav Nikolic che ha sconfitto lo storico presidente Boris Tadic.
Tadic, leader al potere dal 2004, subito dopo i primi risultati parziali, ha commentato: “Mi congratulo con lui per la vittoria, è stata una vittoria giusta e meritata e gli auguro buona fortuna”. Mentre Nikolic ha affermato: “Sarò all’altezza del mio compito, questo è il giorno più bello della mia vita. Desidero assicurarvi che la Serbia può essere un Paese moderno e normale”.
l risultati hanno sorpreso anche gli analisti serbi, che nella maggior parte dei sondaggi d’opinione suggerivano la vittoria di Tadic. “Questo è stato un terremoto elettorale, un risultato del tutto inaspettato”, ha dichiarato l’analista politico Slobodan Antonic alla televisione di stato della Serbia RTS.
Il colpo è duro per i democratici che hanno trasformato questa campagna in un referendum pro-europeo. Tadic aveva concentrato la sua campagna su un’ulteriore integrazione nell’UE e lo sviluppo economico, promettendo che Belgrado avrebbe cominciato negoziati di adesione all’UE entro la fine dell’anno. Ma di fronte alla crisi finanziaria in Europa e nel mondo, che ha rallentato i tanto necessari investimenti esteri, il governo di Tadic ha visto perdite massicce di posti di lavoro e il crollo del tenore di vita.
Nikolic, invece, ha incentrato la sua campagna elettorale facendo leva sulla diffusa ingiustizia sociale e la corruzione in Serbia, promettendo posti di lavoro, sicurezza finanziaria e miliardi di dollari di investimenti stranieri.
Ma ha giocato anche la fierezza. Difatti la Ue ha preteso troppi inchini dai serbi e l’amministrazione Tadic non si è mai contraddistinta per una fermezza nelle relazioni, specie per quanto riguarda il Kosovo. E francamente è la sorpresa per la vittoria di Nikolic che ci sorprende.