Volti da cinque stelle o anche buon sangue non mente
Ebbene sì, il figlio del premio Nobel Dario Fo, Jacopo Fo, ha avuto il coraggio di ironizzare persino sul rogo di Primavalle, una delle più disgustose spedizioni punitive rosse degli anni ’70. Costata la vita ad un ragazzo di 22 anni e ad un bambino di soli 10.
Oltre alla mobilitazione del solito “Soccorso Rosso”, di cui facevano parte Dario Fo e Franca Rame, il figlio Jacopo ha sostenuto la tesi del “rogo a porte chiuse”, ossia della “sceneggiata” (un po’ troppo tragica, come “sceneggiata”). Lo ha fatto disegnando vignette di dubbio gusto nel suo libretto “Se ti muovi ti Stato”, un opuscolo uscito nel 1975 in cui il figlio del futuro premio Nobel prendeva le difese del terrorista delle Br Roberto Ognibene, già autore all’epoca degli omicidi di Mazzola e Giralucci e del maresciallo dei Carabinieri Felice Maritano. Jacopo Fo sosteneva che il “povero” Ognibene fosse vittima di una macchinazione oscura dei servizi segreti italiani.
Ma non c’è solo l’accorata difesa di Ognibene: in “Se ti muovi ti Stato”, il giovane Fo ha pubblicato un fumetto satirico su Primavalle, non rassegnandosi all’evidenza che i reali colpevoli fossero i “compagni” di Potere operaio Achille Lollo, Manlio Grillo e Marino Clavo. Anzi, era convinto fosse tutta una macchinazione, come si può notare osservando il fumetto: i disegni raffigurano un agente dei servizi segreti che prepara la tanica, un regista occulto che telefona ad un commissariato per informare sul corretto svolgimento del dramma, addirittura, nelle ultime vignette, un inconfondibile signore con i baffi che telefona per sapere se ci sono “stati i morti”: Giorgio Almirante. Proprio lui, che gioisce per i morti di Primavalle.
Né Jacopo Fo né i genitori hanno mai chiesto scusa, nemmeno dopo che è stata acclarata la responsabilità dei “compagni”, altro che macchinazione. D’altra parte, se gli “intellettuali” del Soccorso Rosso sono arrivati a pubblicare vignette satiriche sulle stragi, ironizzando pure sulle vittime del Msi e della destra (anche se giovani o bambini, come nel caso del rogo di Primavalle), non ci si può stupire di nulla.
Il problema è che ancora oggi, ad anni di distanza, Dario Fo, Franca Rame e il figlio Jacopo arringano le folle in piazza con le loro lezioni di “democrazia”.
