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Goldman Sachs ne annuncia la svendita al ribasso

In Russia è caduto un ATR 72 causando la morte di 31 passeggeri. L’ATR è prodotto da una joint venture 50/50 tra Eads e Finmeccanica. E’ evidente che prima dovranno essere accertate le cause, ma generalmente l’impatto principale è negativo per la compagnia aerea e non per i costruttori.
Il velivolo Atr 72 della compagnia aerea UTair è caduto in fase di decollo dall’aeroporto di Tyumen alle 3.50 italiane. Le cause rimangono abbastanza oscure. Secondo la commissione d’inchiesta, che ha aperto un’indagine penale sullo schianto, le cause potrebbero essere tecniche anche se le verifiche sono a 360 gradi, dall’errore di pilotaggio a quello del personale di terra.
Il potenziale impatto per Finmeccanica non è quindi rilevante. Il gruppo italiano della Difesa deve far fronte a ben altro – scrive Francesca Gerosa su Milano Finanza – e cioè a una perdita nel 2011 di 2,3 miliardi di euro e al taglio del budget 2012 della Difesa che Goldman Sachs si attende del 30% e che per la banca Usa impatterà subito sul gruppo, anche se la società ha detto che ci vorrà qualche anno prima di vedere sui conti l’effetto del taglio.
“In breve, le sofferenze per il gruppo devono ancora venire. Inoltre, Finmeccanica ha previsto un tax rate del 35%-40%, significativamente più alta di quanto ci aspettassimo”, si legge nella nota di Goldman Sachs che nota come l’azione in Borsa sia salita di oltre il 40% da inizio anno, “ma la società deve ancora affrontare grandi rischi, a nostro avviso”.
Tanto che la banca Usa ha ribadito il rating sell sul titolo, pur alzando il target price da 2,5 a 3,5 euro in seguito a una revisione delle stime di Eps 2012/2013/2014. “Le implicazioni sull’Ebita della società sono notevolmente sopravvalutate: il gruppo ha previsto un Ebita rettificato di 1,1 miliardi di euro nel 2012, ma quest’anno ci vorranno 200 milioni di euro di oneri di ristrutturazione”.
Non è solo quest’anno a preoccupare Goldman Sachs. “Finmeccanica è destinata a rimanere debole per diversi anni”, si legge sempre nella nota della banca, che ricorda come la società abbia stimato un deflusso cash dagli accantonamenti iscritti nel bilancio 2011 pari a -471 milioni di euro nel 2012, a -251 milioni nel 2013 e a -981 milioni a partire dal 2014.
 

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