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Fortuna che so’ comunisti

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Privatizzano anche le tasse comunali

Strisce blu a gestione privata. Dai posti auto a pagamento su via Appia a quelli su via Cola di Rienzo fino a piazzale delle Province. Passando, naturalmente, per i dintorni di Villa Borghese. Potrebbe essere questo l’asso nella manica dell’amministrazione comunale per risolvere il rompicapo dell’ampliamento del parcheggio del Galoppatoio.

Un progetto che rappresenta la cruna dell’ago attraverso cui deve passare la pedonalizzazione del Tridente e che prevede la creazione di un hub per la mobilità: duemila posti auto e duecento posti moto a rotazione al primo livello, un terminal per i mezzi Atac e per i bus turistici al secondo, il capolinea delle navette elettriche che gireranno nell’area chiusa al traffico e un tunnel di 700 metri che con un trenino porterà dritti a piazza del Popolo. A cui si aggiunge lo scavo di un terzo livello sotterraneo per 360 box privati, in vendita dal maggio scorso e destinati a residenti e proprietari di immobili.

Un piano che la Saba Italia Spa, il concessionario privato che avrà in gestione la struttura fino al 2061, dovrebbe realizzare in project financing con un investimento da 141,6 milioni di euro. Proprio i soldi, però, sono il nodo da sciogliere per andare avanti, perché la Saba contava di scavare il terzo piano grazie alla vendita in diritto di superficie per 90 anni dei 360 box privati (prezzi tra i 130mila e i 388mila euro) ma finora ne sono stati prenotati appena novanta. Da qui lo stallo e il ritardo per la partenza dei lavori. Tanto che nei mesi scorsi alcuni residenti hanno chiesto indietro la caparra di 14mila euro, mentre al dipartimento Mobilità e Trasporti si è riflettuto se fare marcia indietro.
L’indirizzo dato dall’assessore Guido Improta, una volta insediato, è stato invece netto: l’ampliamento del parking s’ha da fare.

Così gli ingegneri della Saba, controllata della spagnola Saba Infraestructuras e gestore in Italia di quarantaquattro parcheggi, hanno cercato una soluzione alternativa: quella di prendersi in carico, temporaneamente, la gestione di parte delle strisce blu e usare quelle entrate per far partire i lavori e invogliare, in questo modo, altri residenti a comprare i box. Da qui la proposta, in realtà ancora una bozza, consegnata nelle scorse settimane all’assessore Improta e che chiede la gestione di circa seimila posti auto a pagamento nelle zone più appetibili della città: i dintorni di Villa Borghese, appunto, ma anche il Centro storico e le vie commerciali.

Un piano il cui destino è in parte legato a quello della delibera sulle nuove regole per le strisce blu, che aumenta la tariffa oraria a 1,50 euro e abolisce gli abbonamenti, che tornerà in discussione in giunta nelle prossime settimane. E da cui, probabilmente, dipende il futuro di tre dipendenti Saba impiegati a Villa Borghese e ora in attesa del licenziamento, che più volte si sono appellati al sindaco Marino per chiedere il rispetto “della convenzione del 2007 con il Comune, in cui la Saba si impegnava a assicurare la continuità lavorativa del personale”.

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