Niente di nuovo da un secolo in qua
he sia il G8, il G20, l’Expo o altri eventi internazionali con grande copertura mediatica, appaiono sempre i cosiddetti “black bloc”, e ogni volta è la stessa storia:automobili bruciate, città messe a ferro e fuoco, scontri con la polizia e così via.
Oltre a questi eventi, i black bloc si sono visti nelle primavere arabe, e solitamente compaiono nei “riots”, ad esempio in quelli delle banlieu francesi o nei quartieri inglesi, e tattiche praticamente identiche si sono viste nelle proteste di Ferguson e Baltimora delle comunità afroamericane.
Tutti questi eventi hanno qualcosa in comune, visto che sia primavere arabe, sia le proteste di Ferguson che di Baltimora e molti altri “riots” in giro per il mondo sono stati finanziati da George Soros, che è anche tra gli ideatori di Otpor! e delle “rivoluzioni colorate”, tramite la “Open Society Institute” che presiede.
http://de.wikipedia.org/wiki/Otpor!#Finanzierung
http://de.wikipedia.org/wiki/Open_Society_Foundations
Il principale sito internet della galassia “antagonista” e “no global” ( da una cui frazione derivano i black bloc) mondiale è il portale “Indymedia”, che per la sua creazione è stato finanziato dalla Open Society di Soros con ben 70mila dollari.
Si veda:
http://keywiki.org/George_Soros_-_Affiliations#Indymedia
Interessante risulta il fatto che Soros stesso è critico, come molti black bloc e tutti i movimenti altermondialisti(molti di essi finanziati dallo stesso), verso l’economia di libero mercato e il sistema capitalista basato sulla classe media e la proprietà privata, e sostiene la creazione di un nuovo ordine mondiale basato sulla fine delle sovranità nazionali e la concessione di maggiori poteri per l’ONU, ente in cui ha diversi agganci, tra cui quello dell’economista “progressista” e “socialista” Jeffrey Sachs , che sostiene da anni obiettivi nobili come la redistribuzione della ricchezza tra tutti le nazioni del mondo, per mettere “fine della povertà” entro il 2015, ed inoltre ente che è visto molto benevolmente dagli “no global”.
http://keywiki.org/George_Soros_-_Affiliations#Jeffrey_Sachs .
Interessante risulta anche che durante le riunioni di gruppi come il “Council o Foreign Relations” ( finanziato anche questo da Soros, http://keywiki.org/George_Soros_-_Affiliations#Council_on_Foreign_Relations ), della Trilaterale o del Bilderberg, i black bloc non si sono mai visti, visto che l’area politica più vicina ad essi ritiene che non sono importanti nonché argomento dell’odiato “complottismo” da essi accusato di “fascismo”, mentre i veri nemici sarebbero il capitalismo e il fascismo che pervaderebbero la società, e il sistema della proprietà privata su cui si fondano.
Su quest’ultimo punto, i black bloc e gli “antagonisti” più vicini ad essi giustificano l’azione di distruggere le automobili e le vetrine dei negozi, quasi sempre di piccoli commercianti, in quanto proprietà privata e quindi espressione del “capitalismo” da essi combattuto, e per il resto la distruzione della città viene considerata di primaria importanza in quanto l’ordine essi lo associano al “fascismo” o comunque alla “civiltà borghese” odiata, mentre il caos al nichilismo “rivoluzionario” necessario per la creazione di un nuovo ordine mondiale fondato sull’assenza della proprietà privata e delle sovranità nazionali, che descrivono come migliore ma …
risulta che anche Soros nonché i principali esponenti dell’alta finanza e dei cosiddetti “poteri forti” internazionali la pensino in modo sostanzialmente simile, visto che per entrambi il problema è l’esistenza della classe media e del sistema di libero mercato, e in questo modo l’utopico e speranzoso “no nation, no border” degli antagonisti viene a realizzarsi in una costruzione di un mondo post-capitalista, senza nazioni e senza frontiere sotto guida dell’ONU e di altre organizzazioni internazionali, egualitario e collettivista per la massa ma guidato dall’avanguardia “rivoluzionaria” rappresentata dalle più influenti e ricche personalità “progressiste” (Soros, Buffet e compagnia ), insomma una sorta di “neofeudalesimo” spacciato come la realizzazione dell’utopia socialista, una versione “liberal” dell’URSS.
