
Settantanove anni fa il sacrificio di Ramiro Ledesma Ramos
Il 29 ottobre 1936, all’età di trentun anni, a Madrid dai “republicanos” che lo tenevano prigioniero, veniva assassinato Ramiro Ledesma Ramos, il fondatore delle Juntas de Ofensiva Nacional Sindicalista, Figlio di un maestro elementare, autodidatta in tedesco, affascinato da Nietzsche dapprima e poi dal Nazionalsocialismo, applicò in modo assai dinamico e innovativo gli insegnamenti del suo maestro Ortega y Gasset.
Più popolare e operaio il suo taglio rispetto a quello classico del falangismo di José Antonio, la fusione tra i due movimenti, seppur non duratura, aveva comunque avuto luogo esattamente tre anni prima del suo assassinio, la cui data, evidentemente, non fu scelta a caso.
Espressione radicale e intransigente della rivoluzione nazionale e sociale ci ha lasciato oltre al suo alto esempio e a scritti politici di levatura, il suo anelito di vittoria: “No parar hasta conquistar”. Non fermarsi prima della conquista. Un monito al quale dobbiamo essere fedeli.