domenica 12 Aprile 2026

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Strage di Brescia: le carte segrete parlano del partito comunista e della sua internazionale del terrore

Poca roba del resto. Infatti tutto è agli atti processuali, le prove schiaccianti (riportate nel romanzo Quella strage fascista. Così è se vi pare). Non ci sono rivelazioni segrete perché la matrice comunista e partigiana di quella strage è agli atti ma si è politicamente scelto di depistarla in nero.

Sorpresa. Tra i carteggi segreti del Ministero della Difesa (resi pubblici dalla direttiva Renzi) sulla strage di Piazza della Loggia, ci sono per la maggior parte documenti sul Partito comunista. Ma quella strage, come quella di “Piazza Fontana” e tante altre del periodo della “strategia della tensione”, non portavano forse la firma di estremisti di destra, ordinovisti in odor di servizi segreti?

All’Archivio Centrale dello Stato nei mesi scorsi erano stati desecretati i documenti del ministero degli Affari Esteri su Ustica. E quelli su Ilaria Alpi. Ora la discovery riguarda il dicastero di Roberta Pinotti. Ma aprendo quei faldoni delle Forze Armate, si scopre che sul frontespizio delle cartelline, le stragi a cavallo degli anni Sessanta e Settanta (Piazza Fontana a Milano. Piazza della Loggia a Brescia. Peteano in Friuli), sono state relegate a “eventi”. Mentre il disastro del Dc9 Itavia precipitato a Ustica, con ogni probabilità colpito da un missile, è stato relegato a “incidente”. La cartellina sull’“Incidente aereo Dc9” contiene un documento della “Commissione per gli esperimenti del materiale di guerra” che conferma che in mare, mentre il Dc9 volava sui cieli di Ustica, si trovavano navi militari italiane dotate di missili e razzi. Si tratta, infatti, dell’elenco di tutti gli «esplosivi potenzialmente presenti a bordo delle unità navali della Marina Militare Italiana coinvolte nelle operazioni di soccorso nel disastro aereo di Ustica». Si viene a sapere da questo elenco che le navi dei “soccorritori” della Marina erano dotate di razzi “105mm MRC” e “LRI”, di missili HT-R ed SM-1 (ER) per sistema Terrier. Di missili Aspide e Sparrow per sistema Nato Sparrow, e missili Teseo.

Il contenuto del faldone “Evento Piazza della Loggia” lascia sgomenti. Sfogliando le carte sull’attentato terroristico che il 28 maggio 1974 provocò a Brescia la morte di otto persone e il ferimento di altre centodue, si leggono solo decine di pagine contenenti informazioni sul Partito comunista a partire dal Dopoguerra.(Fatevi una domanda e datevi una risposta!) Documenti — viene spiegato — che furono richiesti alla Difesa nel febbraio del 2002 dall’allora procuratore della Repubblica di Brescia, Giancarlo Tarquini. Fra questi, un appunto del 27 luglio 1950 del servizio informazioni dell’Esercito, firmato generale Mario Pezzi (ex eroe dell’aeronautica durante il Fascismo), «notizie su vari enti commerciali stranieri in Italia in collegamento con i servizi segreti Polacchi e con il Pci». Poi un analogo appunto sulla «perequazione di quadri Pci». Quindi una nota sull’attività anti-Ced del Pci. Infine una relazione sulle «attività del Pci in direzione della Rai Tv». Il dossier contiene anche scambio di lettere del 1975 tra Moro, premier, e Forlani, ministro della Difesa, sulla opportunità di apporre il segreto politico militare sui «contatti con personaggi esteri» di un indiziato nel processo Valpreda (le cui generalità non sono note), in quanto «potrebbero suscitare, se rese pubbliche, notevoli complicazioni con le nazioni interessate».

Nelle cartellina intitolata “Evento Peteano” sono raccolte informazioni richieste alla Difesa nel 1990 dall’allora giudice istruttore di Venezia Felice Casson (oggi senatore Pd), sui depositi di armi dei servizi segreti nel Nord-Est. E su reti segrete post- belliche come l’”Organizzazione O” del Colonnello Olivieri. Nel fascicolo “Evento Piazza Fontana”, invece, c’è il carteggio della Difesa del 1970 che, in punta di diritto, non riteneva di doversi costituire parte civili nel processo contro gli imputati della Strage alla Banca dell’Agricoltura. L’apertura degli armadi segreti è una gran bella iniziativa e un doveroso tributo alla democrazia, tanto più se l’operazione trasparenza inaugurata dal governo riguarda la declassificazione degli atti segreti sulle stragi che insanguinarono l’Italia dal 1969 al 1984.aPoca roba del resto. Infatti tutto è agli atti processuali, le prove schiaccianti (riportate nel romanzo Quella strage fascista. Così è se vi pare). Non ci sono rivelazioni segrete perché la matrice comunista e partigiana di quella strage è agli atti ma si è politicamente scelto di depistarla in nero. 

Segreti? Di Pulcinella: si sa tutto su tutte le stragi ma non si vuole accertare la verità per quanto schiacciante benché i colpevoli siano da tempo morti tutti. Ma non i loro protettori quasi mummificati oggi.

 

 

te 

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