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Guarda tu questi tedeschi

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Non toccava farlo a Putin? Ci siamo persi qualcosa?

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La guerra a bassa intensità fra Usa e Germania si fa sempre più aspra. È di oggi, infatti, la decisione di Berlino di espellere il capo dei servizi segreti statunitensi in Germania in seguito alla scoperta di due casi di spionaggio a favore di Washington.

Lo ha annunciato il portavoce dell’esecutivo, Steffen Seibert, riferendo che “al rappresentante dei servizi d’intelligence statunitensi all’ambasciata Usa è stato detto di lasciare la Germania”.

Lo scorso 2 luglio, un impiegato dei servizi segreti tedeschi Bundesnachrichtendienst (Bnd) era stato arrestato con l’accusa di aver passato più di 200 documenti riservati alla Cia. Ieri, invece, le autorità tedesche hanno avviato un’inchiesta su un dipendente del ministero della difesa sospettato di contatti impropri con i servizi segreti statunitensi. I due casi non sarebbero comunque collegati fra loro, anche se entrambi delineano un modus operandi dell’intelligence statunitense decisamente poco gradito in Germania.

Il dipendente del Bnd avrebbe stabilito un contatto con la Cia con un’email all’ambasciata degli Stati Uniti in Germania. Durante un incontro in un hotel di Salisburgo, la Cia avrebbe fornito all’uomo un computer portatile cifrato con cui tenersi in contatto con i servizi segreti americani con un ritmo settimanale: ogni volta che apriva un determinato programma, appositamente dissimulato come un’applicazione meteo, stabiliva un collegamento diretto con gli Stati Uniti.

L’impiegato del Bnd, avrebbe ricevuto circa 25mila euro per 218 documenti riservati. Dopo che la Cia aveva apparentemente perso interesse per lui, l’uomo aveva offerto i suoi servigi al consolato della Russia a Monaco di Baviera, attirando inavvertitamente l’attenzione del controspionaggio tedesco.

Dura la reazione del governo tedesco. Con gli Stati Uniti “vedo una differenza di principi molto grande rispetto ai compiti dei servizi segreti dopo la guerra fredda”, ha detto la cancelliera tedesca Angela Merkel. “Ci sono problemi enormi, non solo le sfide in Siria e con l’Isis, nella difesa dal terrorismo, che per me sono prioritari rispetto alla questione di spiarsi tra alleati”, ha aggiunto. Il capo stazione della Cia – questo il ruolo dell’agente espulso – è il responsabile di tutte le operazioni d’intelligence americana nel Paese, la sua identità è segreta e nota solamente alle più alte autorità del Paese ospitante e alle altre agenzie di intelligence.

 

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