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Guardando alla Siria

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Provare a guarire dalle patologie acquisite


Penso sia il caso di spiegare una volta ancora. Quest’area è diventata russofila come fu iranofila e lo è diventata per due motivi. La pretesa di essere antagonista (che nei fatti è incompatibile con il concetto di rivoluzionaria) e la visione puerile del mondo come contesa tra un cavaliere bianco e uno nero.

Ciò è accaduto raramente nella storia (guerre puniche, guerre napoleoniche, Seconda Guerra Mondiale) ma sono eccezioni. Nella realtà le relazioni tra potenze sono dettate da accordi, rivalità, compromessi e doppiezze continue.

Se invece d’essere profondamente contaminata dalle superficialità concettuali e dalle irritazioni emotive caratteristiche della destra, maledettamente contigua per caso infausto al fascismo, essa si dotasse di un po’ più di profondità e di scientificità sarebbe in grado di capire che ogni soggetto, Russia e Iran comprese, può avere un valore potenziale perfino a prescindere dal suo governo. Verso quel potenziale, che si deve coniugare giocoforza con la nostra ripresa europea perché, in caso contrario, continuiamo a fare da tifosi e spettatori, dobbiamo tendere. Ma i soggetti in questione, che siano Russia, Cina, Iran o chi si voglia, non sono positivi di per sé per il solo fatto di avere zone di attrito con gli USA – cosa che capita anche alla Germania ed è capitata alla Francia. Esse fanno, giustamente, i propri interessi.

Se li si osserva con mentalità oggettiva – ovviamente orientata a una sterzata di fondo complementare a una nostra ripresa – allora si può smettere di fingere di non vedere gli accordi intrecciati tipo quelli che oggi si verificano tra Iran e Usa (in realtà è stato sempre così) o tra Russia, Israele e Arabia Saudita. Si può così sperare che, regionalmente, la Russia tenga botta e non sacrifichi Assad, com’è assolutamente logico che possa accadere. E ancora, ci si può non distrarre dal problema di fondo che è l’irachizzazione della Siria e il sostegno alla narcomilizia curda. Si può, insomma, osservare con cautela, qualche speranza e un certo timore, senza dimenticare la posta essenziale.

Si può: basta guarire dalla destrite che è tale anche nelle sue varianti di paracomunismo di destra più o meno rossobruno. Insomma si può crescere. I tempi lo richiederebbero. 

 

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