Il 2 maggio 1945 a Berlino la Charlemagne resisteva ancora; aveva vinto la sua sfida: impedire a “Ivan”, ovvero al milione di soldati sovietici, di espugnare la Cancelleria il 1 maggio per cogliere la vittoria il giorno della festa dei lavoratori.
Questa guasconata nel sacrificio sarebbe passata ai posteri come l’emblema del revanscismo europeo.
