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I figli di puttana saranno soddisfatti

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Da oggi certe mamme potranno cambiare il cognome dei bambini togliendo quello del padre

Diventa più facile e più rapido cambiare cognome o aggiungere quello della mamma. Ma non solo: le donne divorziate o vedove potranno d’ora in poi dare ai figli anche il cognome del nuovo marito. Il governo ha riscritto le regole che disciplinavano la materia. Certo,non si può parlare di una rivoluzione, visto che in Spagna, dove c’è già per tutti il doppio cognome, ora si pensa anche a cambiare l’ordine di precedenza in nome della parità tra i sessi, mentre nel Regno Unito bastano 33 sterline e un clic per modificare le proprie generalità.Sicuramente, però, si tratta di un cambiamento di non poco conto che, almeno nelle intenzioni del governo, porterà a consistenti risparmi di tempo per i cittadini e a un recupero di efficienza per la pubblica amministrazione.
Tempi ridotti. La norma chiave del provvedimento varato ieri dal Consiglio dei ministri, su proposta del premier e dei ministri della Pubblica amministrazione, dell’Interno e della Giustizia, è quella che assegna la competenza esclusiva del cambio delle generalità ai prefetti. Sinora il cittadino che voleva modificare o aggiungere al proprio un altro cognome doveva presentare la domanda alla Prefettura che, dopo un’istruttoria, la trasmetteva al ministero dell’Interno con un parere. Era poi il Viminale, al termine di una procedura complessa, a emettere il provvedimento finale. Da oggi, invece, il Prefetto diventa l’unica autorità decisionale. Una semplificazione che farà ridurre sicuramente i tempi.
Migliaia di domande. Che fosse necessario intervenire non solo per velocizzare la procedura, ma anche per allargare le maglie «chiunque potrà chiedere di aggiungere il cognome materno a quello paterno», recitano le nuove regole), lo dicono i numeri: sono ormai ben oltre 2.000 l’anno le domande per cambiare cognome, e di queste più di 400 sono per l’aggiunta di quello della madre, un fenomeno che appare in continua crescita. Nel 2009 – riferiscono i siti specializzati – le richieste complessive di cambiamento del cognome erano 2.134 ma sono diventate, proprio per le richieste di aggiunta del cognome materno a quello paterno, 2.982 nel 2010 e 1.961 fino a inizio agosto 2011. Sono invece 1.100 le pratiche in attesa di una risposta da parte del Ministero. Per l’aggiunta del cognome della madre, il tempo medio per la conclusione della pratica, è attualmente di un anno. E non sono mancati, anche di recente, casi in cui il ministero dell’Interno ha negato l’autorizzazione, ritenendo che non bastassero le sole ragioni affettive per giustificare il secondo cognome.
 

 

 

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