
Tutto come prima di Maidan: gli oligarchi legati ad est e a ovest nella nuova vergogna di Yalta
I primi obiettivi del nuovo governo “legittimo” sono i camerati di Pravy Sektor.
La pedina sacrificale di Mosca i ribelli filorussi.
Intanto qualcuno delira ancora di scontri di civiltà ed è disposto a gettare alle ortiche ogni obiettività e persino il suo cordone ombelicale pur di continuare a coltivare un delirio.
Le barricate di piazza Maidan a Kiev «hanno adempiuto la loro missione e devono essere smantellate». Questo il primo impegno preso da Vitali Klitschko, l’ex campione del mondo di pugilato eletto nuovo sindaco di Kiev con più del 56% dei voti. In una conferenza stampa con il vincitore delle presidenziali e suo alleato, Petro Poroshenko, il magnate che ha sostenuto la rivolta, Klitschko ha assicurato che si riaprirà al traffico il viale Khreshatik e la capitale ucraina «tornerà gradualmente a una vita normale».
L’oligarca filo-occidentale Poroshenko, intanto, è stato ufficialmente eletto presidente dell’Ucraina con oltre il 54% dei voti: lo ha reso noto la commissione elettorale centrale. L’ex primo ministro Yulia Tymoshenko ha chiuso seconda dei 21 candidati, ma a distanza siderale: 13,1 per cento.
Lavrov: Russia pronta a dialogare
La Russia, per parte sua, «è pronta a dialogare» con le nuove autorità ucraine, dopo il voto presidenziale.. Lo ha detto il ministro degli Esteri Sergei Lavrov, aggiungendo che Mosca «non ha bisogno di intermediari» nelle sue relazioni con Kiev. «Siamo pronti a un dialogo pragmatico, su un piano di uguaglianza, basato sul rispetto di tutti gli accordi, in particolare in campo commerciale, economico e del gas, alla ricerca di soluzioni ai problemi che esistono attualmente tra Russia e Ucraina», ha aggiunto Lavrov, senza mai, tuttavia, riconoscere esplicitamente la legittimità del nuovo presidente eletto.
Osce: il vincitore legittimato a dialogare con l’est separatista
Le presidenziali ucraine offrono a Poroshenko, la «legittimità» per dialogare con l’est separatista, è la valutazione dell’Osce, l’organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa, i cui osservatori hanno monitorato il voto. Lo svolgimento delle presidenziali in Ucraina ieri ha confermato «la chiara determinazione delle autorità per una autentica elezione in larga misura in linea con gli impegni internazionali e nel rispetto delle libertà fondamentali, malgrado una situazione della sicurezza ostile in due regioni del paese».
La posizione dell’Unione europea
Tutti gli ucraini «dovrebbero prendere queste elezioni come un’opportunità per un nuovo inizio, cominciando ad accettare l’esito del voto una volta che il risultato finale sarà reso noto». Lo affermano in una nota congiunta il presidente del Consiglio Ue, Herman Van Rompuy, e il presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso, sulle elezioni presidenziali che si sono tenute ieri in Ucraina.
Il successo dello svolgimento delle elezioni, continuano, «è un notevole passo avanti verso l’allentamento della tensione e il ripristino della sicurezza per tutti gli ucraini». I due presidenti Ue accolgono inoltre con favore le dichiarazioni della Federazione russa «che indicano che rispetterà il volere del popolo ucraino e che avvierà un dialogo con il nuovo presidente».
Battaglia all’aeroporto di Donetsk, giornalisti sotto il fuoco
Elicotteri da combattimento ucraini hanno attaccato il terminal principale dell’aeroporto di Donetsk, nel corso di un’offensiva contro i ribelli filorussi che hanno preso il controllo dell’edificio. Secondo alcuni testimoni, due elicotteri hanno bombardato il complesso e una nuvola di fumo nero si è alzata in cielo. Oggi le forze ucraine avevano annunciato l’avvio di un’offensiva «antiterrorismo» per riconquistare l’aeroscalo. Alcuni giornalisti stranieri sono finiti sotto il fuoco di un cecchino: lo hanno riferito all’Ansa testimoni oculari. La circostanza è rilanciata anche dall’agenzia russa Itar-Tass, secondo la quale diversi reporter sarebbero rimasti bloccati nella zona degli scontri. Una pioggia torrenziale con fulmini e tuoni ha poi imposto la tregua. In serata la situazione è tornata tranquilla anche nei pressi della stazione centrale. La regione «non tornerà mai a essere parte dell’Ucraina» ha dichiarato il presidente dell’autoproclamata Repubblica popolare di Donetsk, Denis Pushilin, citato da Interfax.
I primi obiettivi di Poroshenko
Nonostante mille scogli, l’Ucraina è riuscita ad avere le sue elezioni presidenziali. «L’integrazione con l’Europa» e la «fine della guerra» nell’est separatista, sono i primi due obiettivi del nuovo capo dello Stato ucraino. Le prime analisi vedono la vittoria di Poroshenko come una possibilità di de-escalation delle tensioni fra Kiev e Mosca, e il futuro presidente più propenso al compromesso rispetto alla Timoshenko. Le violenze a Donbass, la regione orientale del paese, intanto non si placano. Sono più di 150 le persone che hanno perso la vita finora, e in questi giorni l’Ucraina ha visto morire anche Andy Rocchelli, un fotoreporter di 30 anni originario di Pavia che lavorava per il collettivo fotografico Cesura.