
Il papa di tutti inciampa nell’antisemitismo inatteso
Per il Rabbino Capo di Roma, Antonio Di Segni, il numero 15 della Relatio finale, approvato con 167 placet e 13 non placet, del Sinodo dei Vescovi dedicato alle “sfide pastorali sulla famiglia”, sarebbe una dichiarazione antisemita.
Il numero in questione recita: “Questa unione [tra maschio e femmina] è stata danneggiata dal peccato ed è diventata la forma storica di matrimonio nel Popolo di Dio, per il quale Mosè concesse la possibilità di rilasciare un attestato di divorzio (cf. Dt 24, 1ss). Tale forma era prevalente ai tempi di Gesù. Con il Suo avvento e la riconciliazione del mondo caduto grazie alla redenzione da Lui operata, terminò l’era inaugurata con Mosé”.
Per il Rabbino “con una certa durezza di forma e di sostanza i Vescovi vengono a dirci oggi che noi, che seguiamo la Torà di Moshè, saremmo nel peccato e che la nostra era è terminata”.
“Quanto è difficile il dialogo” sentenzia il Rabbino Di Segni.