Speciale europee. Alessandra Mussolini, eletta nella lista a suo nome, viene da AN e ne è uscita dopo lo “strappo” di Gerusalemme. Luca Romagnoli, una vita nella Fiamma, è il giovane segretario che è riuscito a liberarsi dalla presenza di Rauti.
Le confusioni e le contorsioni ideologiche che hanno sempre caratterizzato le disinvolte esternazioni della neo eurodeputatessa non aiutano a capire. Gli elettori militanti si sarebbero sentiti più tranquilli se fosse passato Fiore oppure Tilgher ma il successo di quel nome era dato per scontato.
Luca Romagnoli, una vita nella Fiamma, è il giovane segretario che è riuscito a liberarsi dalla presenza di Rauti.
Movendo con grande arguzia e capacità scacchistica, è riuscito nell’impresa che sembrava impossibile di ottenere uno scranno a Strasburgo. I colleghi/rivali della Lista-Alessandra gli imputano di aver fatto saltare un accordo che avrebbe forse permesso (ma è tutt’altro che certo) l’ottenimento di un terzo eurodeputato. Lo sospettano, inoltre, di eccessiva disponibilità verso il Polo. Cosa, questa, un po’ imbarazzante detta dalla Mussolini.
Comunque stiano le cose – e l’avvenire lo dimostrerà – sarebbe assai opportuno che i fascisti elettorali si rendessero conto che, pur in una congiuntura favorevole assai, hanno preso esattamente il 2 % come era accaduto nel 1999.
I soli cambi ? La redistribuzione con la scomparsa dalla scena di vecchi nomi oramai archeologici (Rauti, Cito) e la crescita, oltre ovviamente all’oriunda eroina di due mondi, di Romagnoli e dello stesso Fiore che ha aumentato il suo attuale peso specifico.
