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Il 4 novembre dei Fratelli d’Italia

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Quell’uomo nuovo che osava l’inosabile portando in sé un patrimonio secolare

 

La Grande Guerra fu l’ultima guerra dei cavalieri e dei fanti; i cavalli questa volta volavano, Baracca e i suoi, straordinari domatori di Pegaso, nobili guasconi della guerra, perfetta sintesi di quello che fu il cavaliere di ventura e l’epico Galvano.

Non è da stupirsi se i D’Annunzio e i Keller si distinsero per ardimento proprio sulla groppa dell’aviazione italiana.
I poeti potevano volare, ed era giusto fosse così, l’Italia ritrovava se stessa finalmente dopo secoli di sottomissione, e si scopriva terribile come la baionetta e bellissima come i suoi alfieri.

Ma non fu solo il cielo a vederci vittoriosi, gli eroi cui più di tutti va il nostro amore furono gli Arditi, i fanti rapidi e temerari che non avevano altra religione se non il tricolore, mai si arrendevano, mai volevano nulla per se, mai arretravano, tutto disponevano alla Patria fino alla propria vita e alla vita dei propri fratelli.
Le pagine con cui Mario Carli (Ardito anche lui) ce li descrive sono il peana del soldato italiano, soldato affrancato dalle regole della gendarmeria ed esaltato dalla disciplina dell’ ”Osare”.
Il colletto aperto non era solo anticonformismo, non era solo un atto di sfida, era l’incarnazione stessa del soldato italiano libero e ribelle.

L’Italiano, l’uomo nuovo che veniva formandosi, doveva portare necessariamente con se’ tutto il patrimonio della nazione, da Alighieri a Mameli, dai Veliti agli Arditi, tutti finalmente fratelli. Fratelli d’Italia.
Solo così fu possibile quel 4 novembre del 1918 sentire dalla voce del Maresciallo Diaz:

La fulminea e arditissima avanzata del XXIX Corpo d’Armata su Trento, sbarrando le vie della ritirata alle armate nemiche del Trentino, travolte ad occidente dalle truppe della VII armata e ad oriente da quelle della I, VI e IV, ha determinato ieri lo sfacelo totale della fronte avversaria. Dal Brenta al Torre l’irresistibile slancio della XII, della VIII, della X armata e delle divisioni di cavalleria, ricaccia sempre più indietro il nemico fuggente.

I resti di quello che fu uno dei più potenti eserciti del mondo risalgono in disordine e senza speranza le valli che avevano disceso con orgogliosa sicurezza.

pubblicato da:  http://associazioneculturalezenit.wordpress.com/2012/11/04/il-4-novembre-dei-fratelli-ditalia/#more-2272

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