giovedì 19 Febbraio 2026

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Usa a Francia: fannulloni! Francia a Usa: scrausi!

 

«I suoi commenti, al tempo stesso estremisti e offensivi, dimostrano una totale ignoranza di quello che è il nostro Paese, la Francia, dei suoi punti di forza e della sua attrattività mondiale». La risposta del Governo francese al duro atto di accusa dell’imprenditore americano Maurice Taylor (che in una lettera aveva motivato il suo dietrofront su investimenti prima annunciati in Francia con la scarsa produttività della manodopera transalpina) non risparmia bordate figlie di una grandeur ferita nell’orgoglio. Di generalizzazione «inaccettabile» da parte dell’azienda Usa parla intanto anche Laurence Parisot, presidente del Medef. La leader degli industriali aggiunge però che quelle accuse «puntano il dito su alcune anomalie che in Francia bisogna correggere» in materia di competitività e orario di lavoro.
Il presidente di Titan International, multinazionale americana di pneumatici agricoli, aveva spiegato la sua marcia indietro sull’offerta di riacquistare la fabbrica Goodyear ad Amiens con osservazioni taglienti figlie di sue ripetute visite nell’impianto. «I dipendenti – sottolineava Taylor – hanno alti salari ma lavorano solo tre ore, per altre tre chiacchierano, una la spendono per la pausa pranzo. Pensate davvero che siamo talmente stupidi?». La lettera di risposta, pubblicata dal quotidiano francese Les Echos, è affidata alla penna affilata del ministro del Rilancio economico Arnaud Montebourg, destinatario del J’accuse di Taylor.
Montebourg, dopo la stoccata iniziale, ricorda che la Francia «è fiera di accogliere nel suo territorio più di 20mila imprese straniere» tra cui proprio gli Stati Uniti occupano un posto di primo piano. Quindi sottolinea, con una punta di immancabile sciovinismo, i punti di forza dell’attrattività francese: infrastrutture di qualità, energia a costi tra i più competitivi d’Europa, clima favorevole a ricerca e innovazione; fattori consolidati a cui – precisa il ministro – si aggiungono le nuove misure varate dal Governo Hollande. Poi però torna all’attacco, definendo «ridicole» le considerazioni sulla manodopera francese, di cui sono universalmente riconosciute «produttività, impegno e competenza».
Infine – non senza aver ricordato che Titan è venti volte più piccola di Michelin, e dunque da un impianto francese c’è molto da imparare – loda le politiche dell’amministrazione Obama (Taylor è un repubblicano che si candidò alle primarie per le presidenziali del 1996) e chiude con un avvertimento. «Lei evoca l’intenzione di sfruttare la manodopera di alcuni Paesi (Taylor aveva citato India e Cina, ndr) per inondare i nostri mercati. Sappia che la Ue si sta organizzando contro il dumping. Nel frattempo, da parte mia le assicuro che vigileremo con uno zelo raddoppiato sui vostri pneumatici di importazione, affinchè siano rispettate tutte le normative in materia sociale, ambientale e tecnica». A la guerre comme à la guerre…

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