
Settantaquattro anni fa il Martirio
30 novembre 1938. Il Capitano e tredici Legionari, prigionieri politici, durante il trasferimento da un penitenziario a un altro della Romania vennero strangolati dalla sbirraglia monarchica che, dopo aver cosparso i corpi di acido, li gettò in una fossa comune.
Era la punta di diamante della repressione borghese e antinazionale contro il Movimento Legionario e la Guardia di Ferro.
L’insegnamento mistico, ascetico, disciplinare e guerriero, impartito dal Capitano, non sarebbe rimasto vano.
“Lascia agli altri la via dell’infamia, piuttosto che vincere per mezzo di un’infamia è meglio cadere lottando sulla via dell’onore”.
Fu sempre di parola, fino in fondo.
Chiniamo il capo nell’osare tributargli il Presente!

