
Le nuove conquiste del progresso
La donna. Il gay. Il migrante. Il rom. Il giovane. Il disabile. E a rovescio il sessista, l’omofobo, il razzista, il fascista.
Spariscono i popoli con la loro storia, le loro tradizioni, le loro comunità e la loro identità. Spariscono le famiglie, coi loro legami, la loro vita, il loro amore. Spariscono le persone, coi loro meriti, i loro limiti, le loro capacità, le loro responsabilità. La sostituzione della vita concreta con le categorie astratte, le identità e responsabilità coi generi, risale ai giacobini della Rivoluzione francese. Ribattezzarono i giorni e le cose con astrazioni climatiche e concettuali, abolendo tutto ciò che ricordava usi, tradizioni, storia, persone.
Quell’indole restò in eredità al comunismo, ma il genere allora si chiamava classe, e poi al radicalismo. Oggi è la retorica dominante, pervasiva, asfissiante. La mia patria è l’umanità. La mia famiglia è il genere. Il mio Dio sono Io.
Oh deputate vestite di bianco, pensate che sia giusta e vivibile una società in cui per nominare un ministro, chiamare un medico o un idraulico si debba scegliere per genere? Qui ci vuole una Donna, qui un Gay e qui un Migrante. La filosofia delle quote rientra in questa Ideologia di genere che impone uguaglianza dove sarebbe necessaria la diversità e impone disuguaglianza dove sarebbero giuste le pari opportunità. A questo catechismo s’inchinano pure i capi di Stato. A guidare il mondo ci vogliono un presidente trans, una cancelliera nera, un Papa gay, un alto commissario rom e una regina disabile.
Ovvero ancora:
“Consideriamo ora le minoranze in seno alla nostra civiltà. Più numerosa la popolazione, maggiori le minoranze. Non pestare i piedi ai cinofili, ai maniaci dei gatti, ai medici, agli avvocati, ai mercanti, ai pezzi grossi, ai mormoni, battisti, unitarii, cinesi della seconda generazione, oriundi svedesi, italiani, tedeschi, nativi del Texas, brooklyniani, irlandesi, oriundi dell’Oregon o del Messico. I personaggi di questo libro, di questa commedia, di questo programma TV non rappresentano il benché minimo riferimento od allusione a reali pittori, cartografi, meccanici di qualsiasi città o paese. Più vasto il mercato, Montag, meno le controversie che ti conviene comporre, ricordatelo! Tutte le minoranze, fino alle infime, vanno tenute bene, col loro bagnetto ogni mattina.”
Ray Bradbuty, Fahrenjeit 451, 1953