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Sono ancora tanti i segreti che la terra nasconde, come quello rimasto sotto le arenarie rossastre della Patagonia settentrionale. Parliamo di un dinosauro molto lontano dall’immaginario comune, un animale leggerissimo e fragile di soli due chili di peso in vita. Oggi quel piccolo scheletro, rimasto sepolto per novanta milioni di anni darà agli studiosi una chiave preziosa per comprendere meglio l’evoluzione dei dinosauri più minuti mai comparsi in Sud America.
Si tratta dell’Alnashetri cerropoliciensis, un dinosauro simile a un uccello appartenente alla famiglia degli alvarezsauri, il cui fossile è stato riportato alla luce nel 2014 nell’area di La Buitrera in Argentina.
Sono ancora tanti i segreti che la terra nasconde, come quello rimasto sotto le arenarie rossastre della Patagonia settentrionale. Parliamo di un dinosauro molto lontano dall’immaginario comune, un animale leggerissimo e fragile di soli due chili di peso in vita. Oggi quel piccolo scheletro, rimasto sepolto per novanta milioni di anni darà agli studiosi una chiave preziosa per comprendere meglio l’evoluzione dei dinosauri più minuti mai comparsi in Sud America.
Si tratta dell’Alnashetri cerropoliciensis, un dinosauro simile a un uccello appartenente alla famiglia degli alvarezsauri, il cui fossile è stato riportato alla luce nel 2014 nell’area di La Buitrera in Argentina.
Le informazioni raccolte suggeriscono inoltre che questo gruppo abbia avuto origine quando i continenti erano ancora uniti nel supercontinente Pangea, lo stesso periodo in cui l’Aphaneramma si trovava a nuotare nelle acque.
Ma al contrario di questi, la loro diffusione globale non sarebbe stata frutto di grandi traversate oceaniche, bensì della lenta frammentazione delle masse continentali. A guidare lo studio sono stati il ricercatore dell’University of Minnesota Peter Makovicky e il paleontologo argentino Sebastián Apesteguía, mentre i risultati sono stati pubblicati il 25 febbraio sulla rivista Nature.
