Esagitazione, patologia, irascibilità, animo hater, presunzione, dogmatismo, fanatismo deteriore: a tutto questo si riduce l’immenso talk show dell’attuale società che alcuni definiscono post-democratica.
In realtà bisognerebbe definirla ultra-democratica, oppure democratico-ossessiva, o affetta da democrazia terminale.
Intendiamoci, quello che si definisce comunemente come democrazia
ovvero la partecipazione, la libertà di parola e il rispetto degli altri, è qualcosa di tipico della civiltà europea che, di istituzioni democratiche, ne conobbe ben poche prima del 1800 e peraltro, nelle rarissime eccezioni in cui s’istituirono sistemi del genere (Atene, Tebe), proprio la libertà, il rispetto, vennero ridotti pesantemente.
Con un duplice errore – storico ed etimologico – confondiamo la tolleranza, il rispetto e la partecipazione con la democrazia, la quale, per certi versi, è addirittura antinomica ad essi.
Però la mentalità europea, quella delle Poleis, dei patti di fedeltà e della Civitas, anche all’interno degli stessi sistemi democratici ha spesso stemperato il totalitarismo livellante e opprimente che, filosoficamente e storicamente, caratterizza la democrazia pura.
La democrazia pura
vuole imporre le sue regole a prescindere dai principi e cancella usi e costumi, sostituendoli con altri. Alla purezza della democrazia, in fondo, si avvicina molto più il comunismo che non la democrazia parlamentare. Ed è la ragione per la quale, oggi, le classi dirigenti, in difetto di corrispondenza con la realtà, impongono con le leggi e la repressione una serie di trasformazioni antropologiche (dal gender al woke) che la natura umana continua a rigettare istintivamente.
Ciò che è in alto è anche in basso
Non si tratta solo delle classi dirigenti, ma anche degli utenti della democrazia-social che intervengono seduta stante su tutto, con convinzioni prefabbricate e certezze assolute, maturate in ghetti-chat e di cui gli aspetti salienti sono abbastanza evidenti: superficialità, mancanza di approfondimento, isteria da commissari politici o inquisitori, sociopatia e, soprattutto, odio contro quello che li circonda ché solo questo, in fondo, motiva la loro aggressività che si finge politica.
Sintomi inequivocabili di un disagio esistenziale assoluto e della pretesa di scaricarne le responsabilità sugli altri, su chiunque altro, pur di non assumersi il compito di lavorare su di sé.
Questi due opposti della medesima medaglia
(le classi dirigenti che impongono il verbo e i social-ribelli che le attaccano) sono assolutamente identici. Hanno perso il senso della realtà. Ogni loro affermazione si fonda sul rigetto di un presunto Male Assoluto (ognuno ha il suo) che fa loro esprimere come Bene Assoluto qualcosa di inquietante nel migliore dei casi, di orribile e asfissiante, nel peggiore.
Fa impressione notare come ogni cosa della quale parlano la confondono con un’astrazione schematica, non viva. Non sentono i popoli, le persone, le tragedie, le potenzialità. No: parlano per partito preso senza empatia verso nessuno, neppure verso coloro che intendono servire.
Il disagio è tale che – Mel Brooks impera – abbiamo militari per il disarmo, comunisti per il sovranismo, europeisti antieuropei, fascisti per la democrazia, eccetera, eccetera.
Dimentichi dell’ethnos, della storia, del genius loci, di tutto quanto reclama la tua presenza a te
No, per loro o l’erba del vicino è sempre più verde, e si preferisce qualsiasi buzzurro della Corea del Nord, di Teheran, di Tel Aviv, di un Califfato alla nostra decadenza, oppure si difende questa decadenza dalla minaccia di queste porcherie, pretendendo che essa sia virtù.
In entrambi i casi si rinuncia a impegnarsi su se stessi e intorno a sé, Hic et Nunc!
Da tutto ciò non può scaturire altro che una diffusa patologia terminale
In alto come in basso, a prescindere dalle posizioni soggettivamente prese, sono l’animo, la mentalità, lo squilibrio emotivo con cui esse vengono prese, a caratterizzare questo periodo di crisi assoluta.
Crisi assoluta, che significa trasformazione assoluta e certamente vedrà in poco tempo le classi dirigenti di oggi soccombere alla realtà e alla vitalità e i presunti antagonisti di oggi venir risucchiati in un buco nero che li riporterà al niente che così bene rappresentano ogni qualvolta si esprimono.
La natura e la storia non attendono
e vedrete che ci saranno sempre più giovani normali – ovvero nella Norma – e si tornerà a vivere, a ragionare, a partecipare, lasciandoci dietro le tentazioni di volgare impotenza della democrazia talk show.
