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Il gala dei lacché

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Il terzo polo si candida alla guida del Paese. Giusto: chi meglio potrebbe dargli il colpo di grazia dopo le spoliazioni di Montingham?

Si fanno un sacco di complimenti a vicenda Pier Ferdinando Casini, Gianfranco Fini e Francesco Rutelli, dal palco della convention del Terzo Polo all’Eur. Si sentono i vincitori di questa fase, i veri fautori della fine del berlusconismo ed in definitiva della nascita del governo Monti, che blindano con il loro sostegno nell’interesse del Paese ma anche perche’ hanno bisogno di tempo. Tempo per favorire la scomposizione e la ricomposizione dei poli, arrivare ad una nuova legge elettorale e, come dice Casini, ”ad una casa nuova, piu’ grande del terzo Polo, che si candida a guidare l’Italia”. Una forza che a breve avrà un nome nuovo, ”in cui ci sia spazio non solo per le nostre sigle – spiega Casini – ma anche per la società civile, per l’associazionismo cattolico, per le forze sociali senza le quali l’Italia non si può cambiare”.
E più mesi passano, più crescono per Udc, Fli ed Api le possibilitù di consolidare la propria posizione in un quadro politico dagli equilibri mutati. ”Davanti alle difficoltà drammatiche, alla prima occasione le vecchie alleanze si sono liquefatte, il bipolarismo primitivo si è liquidato da solo – dice ancora il leader centrista -. Ora non abbiamo bisogno di trasformismi, ma di persone che credono a un progetto per il Paese. La priorità è sostenere il governo. La politica delle alleanze si vedrà poi”. ”Vogliamo essere la prima aggregazione politica ed elettorale del Paese”, getta il cuore oltre l’ostacolo Rutelli, che candida il Terzo Polo non solo al futuro governo del Paese ma anche a quello della Capitale. ”Oggi ci sono tanti che saltano sul carro alla venticinquesima ora. Ma non e’ stato facile parlare fuori dal coro – ricorda a se stesso il suo dito alzato contro Berlusconi Gianfranco Fini – Dopo il governo Monti il quadro politico cambierà. E’ inevitabile. E il Terzo polo avrà la grande possibilità , se ne sarà capace, di contribuire al cambiamento. In futuro le coalizioni non dovranno più essere messe in piedi per battere qualcuno e non dovranno essere sommatorie aritmetiche, ma dovranno essere basate sulle scelte concrete di chi condivide valori e programmi di riferimento”.
E comunque oggi per il Terzo Polo ”il governo Monti è l’unica possibile alternativa al fallimento dell’Italia”. Per questo (oltre che nel sommo interesse del Paese) Casini, Fini e Rutelli vedono come fumo negli occhi l’idea che Pdl o Pd possano staccare la spina a Monti. ”Fidatevi di me: nessuno avrà il coraggio di mandare a casa Monti, perché mandare a casa il governo significa tagliare il ramo su cui si è seduti, mandare a fondo se stessi e il Paese”, assicura il leader Udc. E Fini: ”Chi si prende la responsabilità di portare il Paese alle elezioni facendogli pagare un prezzo altissimo, finisce immediatamente sul banco degli imputati per irresponsabilità congenita”.
Il terzo polo si candida alla guida del Paese. Giusto: chi meglio potrebbe dargli il colpo di grazia dopo le spoliazioni di Montingham?

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