
L’esecuzione del sindacalista comunista Guido Rossa
Il 24 gennaio 1979 le BR uccidono il dirigente della Cgil di Genova, Guido Rossa. Il Pci che aveva prima partorito le Brigate Rosse e in un secondo tempo le aveva accompagnate e coperte, aveva cambiato orientamento a metà del 1974 con l’entrata nell’area di governo sostanziale del Paese e poi, con il gambetto di Moro, addirittura con l’ingresso nella maggioranza ufficiale. Le relazioni tra Botteghe Oscure e le Br sempre più distaccate dalla grande madre e attratte da influenze straniere (dell’est e dell’ovest) al crocevia parigino, si erano deteriorate, ma i brigatisti godevano di numerosi fiancheggiamenti nella base comunista. La decisione del Pci di denunciare i quadri sindacali in odore di lotta armata comportò la reazione che si condensò nell’esecuzione di Guido Rossa. Lo sconcerto della base del partito fu però fatale alle Br e permise al Pci di scatenare la repressione senza remore con un’offensiva che sarebbe partita il 7 aprile di quell’anno con gli arresti dell’Autonomia e con il varo del Teorema Calogero, vero e proprio capolavoro orwelliano destinato a ricostruire tutta la storia della lotta armata escludendone la matrice principale, ovvero il Pci.

