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Archeologia e rinnovabili possono avere qualche forma di attinenza? Assolutamente no, ma a volte i lavori di realizzazione dei nuovi impianti riservano qualche sorpresa, come avvenuto di recente in Germania. Durante i lavori preliminari per la realizzazione di un parco eolico gli archeologi si sono imbattuti in una scoperta inattesa, una di quelle in grado di dare il via a una pellicola stile !Il Mistero dei Templari”, o simili. Nell’area a est di Reinstedt, nello stato della Sassonia-Anhalt, un team del Landesamt für Denkmalpflege und Archäologie stava indagando un vasto fossato di epoca neolitica, risalente ad almeno 6.000 anni fa, quando ha notato un’anomalia nel terreno.
Il fossato, di forma trapezoidale, appartiene al Neolitico medio ed era già di per sé un ritrovamento di rilievo. Ma nel settore meridionale del sito, sotto una lastra di pietra collocata accanto a una fossa ovale, è emerso qualcosa di molto più recente: stiamo parlando di un passaggio sotterraneo stretto e basso, scavato nel terreno. Se in un primo momento si era pensato a una sepoltura, ipotesi presto abbandonata quando lo scavo ha rivelato un vero e proprio erdstall, un tunnel medievale alto circa un metro e largo tra 50 e 70 centimetri.
Che si intende con questo termine? Gli erdstall sono gallerie sotterranee diffuse in molte regioni d’Europa, soprattutto in area germanica e alpina, e rappresentano uno dei fenomeni archeologici più enigmatici del Medioevo. Sono passaggi angusti, spesso vuoti, privi di elementi che ne chiariscano la funzione. Anche in questo caso, gli oggetti rinvenuti sono pochi e curiosi: un ferro di cavallo, lo scheletro di una volpe e alcune ossa di mammiferi. Sul fondo del tunnel sono state individuate tracce di un piccolo fuoco, acceso per un breve periodo, mentre all’ingresso alcune pietre sembrano indicare una chiusura intenzionale.
Dunque una scoperta che crea più domande di quante ne chiarisca. Le analisi suggeriscono una datazione compresa tra il X e il XIII secolo, ma resta il mistero di questa apertura aldi sotto di un sito neolitico. Forse il luogo fosse percepito nel Medioevo come un’area antica e carica di significato o di sacralità? E’ una possibilità che gli studiosi tengono in considerazione, come quella che possa trattarsi di un banale rifugio temporaneo.
La struttura del tunnel è complessa e in alcuni punti è percorribile solo chinandosi o strisciando, e tutto ciò non può che alimentare l’alone di mistero.

