La polizia a caccia degli alunni che fanno sega
Fare berna, fare schissa, bigiare, marinare la scuola o “bruciare” le lezioni. In qualsiasi modo la si chiami, il significato è sempre lo stesso: saltare la scuola all’insaputa di genitori e insegnanti, per godersi invece qualche ora di libertà, magari la bella stagione in arrivo.
Una “pratica” che ogni generazione a suo modo conosce, ma che a Cittadella, in provincia di Padova, tra gli studenti di oggi sembra essere un po’ troppo diffusa, soprattutto in questa stagione, in cui sono arrivate le belle giornate e si avvicina la fine dell’anno scolastico. Ecco allora l’idea per arginare il fenomeno dilagante: a rimettere in riga i più indisciplinati ci pensano loro, gli agenti del distretto di polizia locale. Il dipartimento di polizia locale, capitanato da Antonio Paolocci, pattuglia le zone calde frequentate dagli alunni “in fuga”. «È una vera e propria attività di controllo e monitoraggio al fine di prevenire e contrastare il fenomeno dell’evasione dall’obbligo scolastico da parte di minori», avvisa il dipartimento sul suo sito internet.
Il pugno di ferro finora ha dato buoni risultati: nei giorni scorsi dal personale della polizia locale sono stati trovati a “bucare” la scuola molti giovani iscritti agli Istituti superiori di Cittadella, che trovano asilo soprattutto in un parco, il Campo della Marta,: li hanno trovati accomodati sopra i gradoni della tribuna in legno dell’anfiteatro o sulle altre strutture poste all’interno dell’area, tutti intenti a trascorrere il proprio «tempo libero». Ramanzina? Sicuramente. Perché per gli alunni «beccati» è scattata una vera e propria identificazione e segnalazione da parte della polizia: in primis al dirigente dell’istituto scolastico frequentato, ai loro genitori, al sindaco del Comune di residenza e per conoscenza pure al sindaco di Cittadella, «al fine di attivare le opportune procedure di verifica dell’assolvimento dell’obbligo scolastico da parte dei minori identificati».
I controlli non si fermano: quotidianamente nel Campo della Marta si registra la presenza di gruppi di studenti in “libera uscita” intenti a passare il tempo in orario scolastico lì, invece che sui banchi di scuola.
