Immigrazioni, Ramadan e quisquilie varie del nostro tempo
La recente visita di Papa Francesco a Lampedusa ha com’era prevedibile, innescato una serie di reazioni e di strumentalizzazioni che hanno posto sotto i riflettori il problema dell’immigrazione e del ruolo dell’Italia davanti a questo dramma epocale.
Da cattolico, è ovvio che non posso non condividere la preghiera del Papa per tutte le vittime che sono affondate nel Mar Mediterraneo a bordo dei “barchini” che ininterrottamente approdano sulle nostre coste. Devo pero’ sottolineare che il Papa è andato ben oltre il gesto religioso ed ha svolto un ragionamento che lascia alquanto perplessi. Fare della sociologia sulla “globalizzazione dell’indifferenza “ , come se i colpevoli della tragedia dell’immigrazione, fossimo tutti noi in un’indistinta “colpa collettiva” da attribuire agli italiani ed agli europei in generale, oltre che fuorviante mi sembra ingeneroso. Le responsabilita’ di tale fenomeno, il Papa le conosce o dovrebbe conoscerle molto bene, e sono spesso di chi depreda quei paesi ,vi scatena guerre e rivoluzioni pilotate, non ultime le cd primavere arabe, che hanno contribuito non poco all’afflusso sulle coste italiane di nuovi immigrati.
Non solo, andrebbe sottolineato con forza che anche gli italiani sono vittime di questo fenomeno, e lo sanno bene i lampedusani costretti a convivere con una marea umana di provenienza ignota persino alla polizia, che si riversa sull’isola a ondate .
L’Italia poi è proprio il “ventre molle” dell’Europa, dove i controlli e il regime di espulsioni dei clandestini, sono lenti e farraginosi rispetto a quelli degli altri paesi europei, e non è con il buonismo pauperistico che si puo’ affrontare una tragedia come questa che coinvolge, peraltro, milioni di italiani ormai senza lavoro ne’ reddito.
Se vogliamo essere mossi dall’amore verso il prossimo ebbene il nostro prossimo è il connazionale che oggi è senza lavoro, non ha i soldi per permettersi cure sanitarie adeguate e non ha futuro ne’ per se’ ne’ per i suoi figli.
Se poi vogliamo capire bene il significato evangelico della “poverta’” esso non è da ricercare nella pochezza di beni materiali, ma in quella spirituale e qui la Chiesa dovrebbe fare un po’ di chiarezza, senza rincorrere esclusivamente il “sociale “ o l’assistenzialismo come scopo primario dell’attivita’ ecclesistica. Questo è compito dello Stato.
Non ci si deve stupire quindi, se la visita del Papa sia stata subito sfruttata dai corifei del progetto criminale di dare la cittadinanza a tutti i migranti che approdano in questo disgraziato Paese : non aspettavano altro che una bella benedizione pontificia, i marxisti liberal nostrani che hanno abbandonato il proletariato italiano, dimostratosi non all’altezza delle loro fantasiose teorie, per sostituirlo con la figura escatologica del “migrante.
Ed in questo il Papa ha dato loro una bella mano; proprio coloro che dal secolo scorso hanno sempre berciato contro la Chiesa e sostenuto la laicità dello Stato, si sono prodotti in fragorosi applausi e consensi al suo discorso. Una cosa questa che dovrebbe far riflettere la Chiesa sulla virtu’ della “prudentia” che peraltro nei secoli ha sempre giustamente coltivato come una delle piu’ importanti virtù teologali.
Stavolta, invece, non si è esitato a lasciarsi andare a lezioni di “psicologia delle masse occidentali “ che vivono in un benessere fittizio “da bolle di sapone”da contrapporre invece ai “buoni migranti”, che peraltro aspirano proprio alle stesse “bolle di sapone”…..
Se poi si arriva, come ha fatto Papa Francesco, ad esaltare il Ramadan come portatore di “buoni frutti spirituali”, vuol dire proprio che non si vuol capire che così facendo si critica indirettamente la Chiesa di Roma, non capace, evidentemente, di instillare più nei fedeli occidentali il senso del sacro e delle proprie tradizioni romano-cattoliche.
La Chiesa dovrebbe fare molta attenzione a cavalcare questi ragionamenti che potrebbero condurla nel vicolo cieco di un “pauperismo sociale ” condito da un ecumenismo senza centro,che poco ha a che fare con il Sacro, ma molto con la sociologia marxista e con i processi di mondializzazione che poi la Chiesa critica sotto altri profili : ad esempio sul terreno dei principi etici che coinvolgono l’aborto o le unioni omosessuali. Se non si capisce il quadro d’insieme e cioe’ che la confusione dell’ordine naturale, voluto da Dio, coinvolge sia i popoli che le persone e crea i presupposti della nuova Babilonia si è fuori strada e di brutto.
Una considerazione, infine, per le reazioni provenienti dalla destra politica, come al solito non all’altezza della situazione. Tralascio per carità di patria, le reazioni di marca leghista, che sembrano fatte apposta per relegare chi si oppone ai progetti di distruzione della nostra identità all’ambito dei disadattati da osteria e mi soffermo su quanto dichiarato in merito da Cicchitto e Gasparri.
I due oltre a farsi novelli paladini della sacrosanta separazione dei ruoli tra Chiesa e Stato, hanno ricordato che “predicare è una cosa, governare un’altra”. Giustissimo. Mi chiedo allora come mai il PDL nei suoi diversi anni di Governo, non abbia fatto pressoché nulla per arginare seriamente il fenomeno dell’immigrazione clandestina , se non la farraginosa legge Bossi-Fini, ma soprattutto dal 2009 abbia costantemente dato mano libera alla “destabilizzazione” dei paesi rivieraschi del Mediterraneo”, come la Tunisia e la Libia da parte degli “alleati”, donde provengono la gran massa degli immigrati clandestini?
Cosa dice il Pdl (ma anche Papa Francesco) di quanto sta succedendo in Siria ,dove il legittimo Governo siriano deve fronteggiare una guerra di aggressione jihadista , armata e foraggiata dagli Usa ma non solo, e che prevede lo sterminio dei cristiani e la distruzione dei luoghi di culto?
Una politica dell’immigrazione seria , non si costruisce né con le farneticanti dichiarazioni di chi vorrebbe accogliere tutti o “naturalizzando” tutti, né tenendo i piedi in due staffe come ha fatto il PDL per troppo tempo, ma ristabilendo alcuni principi saldi sia in materia di sviluppo di serie relazioni bilaterali con i paesi rivieraschi , come aveva fatto Bettino Craxi negli anni ottanta e per qualche anno il Governo Berlusconi, aiutando lo sviluppo in loco, sia stabilendo regole chiare su chi può e chi non può, non avendone alcun titolo, entrare in Italia. Come si fa in tutta Europa .Il resto è confusione da Nuova Babilonia.
