mercoledì 18 Febbraio 2026

Il sangue non teme la bava

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L’omaggio di Cesare Ferri

 

Di Mishima, Alberto Moravia ebbe a scrivere che era uno psicopatico, di Venner Barbara Spinelli ci dice che in fondo il francese aveva al suo attivo solo qualche opuscolo. Quanta bava alla bocca! Mi domando: cosa hanno lasciato e cosa lasceranno dietro di sé persone come queste, se non una lunga, sottile striscia appunto di bava? Dalle loro case di Parigi – ogni intellettuale radical-chic che si rispetti tiene casa a Parigi – la Spinelli et similia si impegnano per svilire il gesto di Venner magari aggrottando la fronte in segno di disgusto: era più che prevedibile. Per loro i La Rochelle, i Mishima, i Palach, i Venner (mi scuso se al momento mi sfuggono altri nomi) sono dei frustrati incapaci di affrontare la vita, non capendo che questi “frustrati” si sono sacrificati per un’idea che hanno incarnato con fierezza. Ma che ne sanno questi intellettuali che si guardano allo specchio ogni due per tre e che considerano la cultura come una bella valigia da far vedere, che ne sanno di sacrificio (inteso come sacrum facere), di idea incarnata e di morte come ultimo atto di una vita vissuta eroicamente? Non ne sanno niente, ma ciononostante parlano, parlano, parlano. Che noia!

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