martedì 3 Marzo 2026

Il vaffanculo di Putin

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La Russia non consentirà che i suoi bambini siano adottati in paesi dove sia permessa l’adozione da coppie omosessuali

 

Dopo aver bloccato le adozioni di bimbi russi negli Stati Uniti, Mosca si prepara a rivedere gli accordi stretti con altri Paesi. Nei confronti di Washington la radice del problema è politica: ora invece le obiezioni di Vladimir Putin riguardano i Paesi in cui vengono legalizzati i matrimoni civili e le adozioni per le coppie omosessuali, a partire dalla Francia dove il Parlamento ha appena dato il via libera alla relativa legge. «Considero pienamente lecito effettuare dei cambiamenti ai relativi accordi”, ha detto il presidente russo durante un incontro con i deputati della Duma, invitando i Paesi stranieri a rispettare “le tradizioni culturali e le norme etiche e morali” della Russia.
Alla riunione, il problema era stato posto da una deputata di Kaliningrad, Marina Orgieva, secondovenire affidati a genitori dello stesso sesso “farà del male” ai bambini russi. Alla sua richiesta di rivedere gli accordi sulle adozioni internazionali con la Francia e i Paesi con leggi simili, Putin le ha dato ragione. “Dobbiamo reagire a quello che succede intorno a noi”, ha detto il presidente citato dall’agenzia Interfax . Valentina Matvienko, presidente del Consiglio della Federazione, ha assicurato che i relativi emendamenti sono già in lavorazione. L’accordo attualmente in vigore tra Russia e Francia sulle adozioni è stato ratificato nel luglio 2012, e per numero di bambini russi adottati – gli orfani in Russia sono 650mila – la Francia oggi è al quarto posto.
A inizio aprile, in viaggio in Germania e Olanda, Putin aveva affrontato l’argomento affermando che la legalizzazione delle unioni tra persone dello stesso sesso in Russia non sarebbe accettabile, anche se – ha detto Putin – i diritti dei gay vengono rispettati. Sul tema era tornato anche giovedì, durante la lunga maratona tv in cui ha risposto a centinaia di domande di ascoltatori: “Ciascuno ha i propri standard – ha spiegato il presidente russo – : se in Olanda un tribunale accetta come lecite le attività di un’organizzazione che diffonde la pedofilia, perché dobbiamo adottare anche noi certi standard?”. Tornando sulle unioni gay, Putin ha invitato a pensarle in riferimento alla Cecenia. “Ve lo immaginate? Bisogna ricordare in che Paese viviamo!”.
A fine 2012 Mosca aveva invece proibito le adozioni da parte di famiglie americane – che ne garantivano il maggior numero, 45mila orfani dal 1999 – rifacendosi a recenti casi di abusi subiti da bambini russi, 19 dei quali morti negli ultimi dieci anni. In realtà, la decisione è considerata una risposta alla legge Magnitskij adottata dal Congresso americano, che ha posto sotto sanzione una serie di alti funzionari russi ritenuti responsabili di abusi di diritti umani.

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