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Il viaggio di Ulisse

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Un eroe della Grande Guerra e di Fiume

Ulisse Igliori (Firenze, 18 dicembre 1895 – Roma, 19 settembre 1966) è stato un politico, dirigente sportivo e imprenditore italiano, tenente del Regio Esercito, medaglia d’oro al valor militare nella prima guerra mondiale, protagonista dell’impresa di Fiume nel 1919, tra i capi militari della Marcia su Roma, e a capo dello squadrismo a Roma negli anni Venti.

Passato al fascismo, si distinse nel 1921 per uno scontro con le Guardie Regie. Durante tali scontri Igliori è colpito al capo dal calcio di un moschetto: «Grondante sangue, cadeva a terra e veniva portato all’ospedale e poi, medicato, era portato in trionfo per le vie di Roma»[1]. Il toscano Igliori svolse un ruolo decisivo nell’assicurare alloggio vettovagliamento e trasporto a Monterotondo ai partecipanti alla Marcia su Roma, in qualità di comandante delle Squadre d’Azione del Lazio, agli ordini del triumvirato Bottai-Calza Bini-Polverelli.

Fu deputato fascista dal 1924 al 1943.
Nel 1927 fondò assieme a Italo Foschi la società di calcio A.S. Roma. 

Durante l’ultima guerra, essendo luogotenente generale della MVSN, ricevette l’incarico di ufficiale di collegamento tra la Milizia e il quartier generale del Principe di Piemonte, situato a Sessa Aurunca. Ebbe anche il compito di impostare l’addestramento dei nuovi reparti femminili dell’esercito.
Alla caduta del fascismo, Igliori fu tratto in arresto il 26 agosto 1943,
Finita la Seconda guerra mondiale e liberato, Igliori fu incluso negli elenchi dell’epurazione in quanto gerarca e perseguito dalla magistratura per le violenze perpetrate dalla Milizia nel ventennio ed in particolare per l’assalto, avvenuto nel 1925, al villino dell’ex Presidente del Consiglio Francesco Saverio Nitti

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