giovedì 19 Febbraio 2026

In galera lo stesso!

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Non era razzismo ma rivalità d’amore. Ma attenzione avrebbe potuto esserlo….

 

I dubbi e lo scetticismo espresse sul Corriere della Sera da questore e capo della squadra mobile erano fondati. Non è razzismo il pur deplorevole episodio accaduto sulle mura medicee di Grosseto e pubblicato su YouTube con due video ripresi con i telefoni cellulari. Le ragazzine che si affrontano e i ragazzini che le incitano alla violenza erano «rivali in amore» e una di loro pare avesse «soffiato» il fidanzato all’altra. La vittima dell’accaduto è stata individuata e ascoltata in mattina in questura alla presenza dei genitori (padre italiano, mamma cubana). È una quattordicenne, chiara di carnagione, molto spaventata per il clamore suscitato dalla vicenda. Davanti al capo della Mobile, Armando Buccini, ha confermato di non essere mai stata al centro di episodi di razzismo e quelle che si ascoltano nel video sono frasi estemporanee di alcuni compagni.
TUTTI AMICI – «Siamo tutti amici, nessuno mi hai mai offesa perché italo-cubana». Avrebbe detto la teenager. Resta l’episodio, che certamente dovrà far riflettere genitori ed educatori, di quella messinscena squallida che un ragazzino ha voluto pubblicare sul social network. «La cosa più sconcertante dell’episodio è che l’apparire, in questo caso su Internet – spiega Paolo Fuligni, psicologo e psicoterapeuta – giustifica qualsiasi tipo di comportamento. Torniamo ad educare i nostri ragazzi all’essere ovvero a riscoprire le loro capacità nello studio, nello sport, nell’aiutare gli altri». Il questore di Grosseto, Michele Laratta, aveva espresso dubbi sull’episodio. «La sola visione del filmato non aiuta a inquadrare la vicenda come un caso razzismo – aveva spiegato -. Da tempo facciamo incontri e lezioni nelle scuole maremmane e mai abbiamo avuto la sensazione che il germe della xenofobia crescesse».

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