venerdì 20 Febbraio 2026

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Un governo debole di superminoranza

Il leader socialista Pedro Sánchez ha giurato come nuovo presidente del governo spagnolo davanti al re Felipe VI. Formerà un governo monocolore, solo ministri del Psoe, e di minoranza, nel quale è previsto almeno un rappresentante del Psc, la costola catalana del partito socialista.
Nel parlamento spagnolo i socialisti hanno 85 seggi su 350 e ogni iniziativa per essere approvata dovrà contare con l’appoggio di tutti gli altri partiti – da Podemos agli autonomisti – che hanno votato la mozione di sfiducia approvata con 180 voti favorevoli ieri mattina.  Durante la cerimonia con il re era presente anche il presidente uscente Mariano Rajoy. Per la prima volta nella storia della democrazia spagnola, Sánchez non ha giurato l’incarico con la mano sulla Bibbia e nella sala non c’era neppure il crocefisso.
La lista dei nuovi ministri, probabilmente 13 come nel governo uscente, si conoscerà nelle prossime ore, o al più tardi lunedì mattina. Per martedì è prevista la riunione del primo consiglio dei ministri del nuovo governo. Mentre Sánchez giurava a Madrid, nel palazzo della Zarzuela, la sede della Monarchia, a Barcellona nasceva finalmente, a più di cinque mesi dalle elezioni del dicembre scorso, il nuovo governo di Quim Torra.
Sulla crisi catalana, Pedro Sánchez ha promesso un cambiamento di strategia e una apertura al dialogo. E a Barcellona sperano che qualcosa si muova sul fronte dei politici in carcere in attesa di giudizio. Torra chiede come gesto di distensione che siano trasferiti da Madrid in carceri più vicine a Barcellona per evitare ai loro famigliari il lungo viaggio settimanale per andare a visitarli.
Ma il vero terremoto, dopo la fulminea caduta di Mariano Rajoy, sarà quello che si verificherà nei prossimi giorni un tutta l’amministrazione pubblica. Almeno 1300 funzionari, fra consiglieri ministeriali, assessori del governo, ambasciatori all’estero, legati all’esecutivo di centrodestra uscente verranno sostituiti con altrettanti funzionari nominati da Sánchez e dai suoi ministri.

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