Malgrado tutte le mosse della guerra economica che hanno mosso la Casa Bianca la crisi, per ora, non è ancora devastante
Il tasso di disoccupazione destagionalizzato dell’Eurozona e’ rimasto stabile al 9% a luglio rispetto al mese precedente. Lo comunica Eurostat, ricordando che a luglio 2003 la disoccupazione era invece all’8,9%. Il tasso di disoccupazione dei Venticinque scende al 9% dal 9,1% registrato tanto il mese precedente quanto un anno fa. Non disponibile il dato aggiornato italiano. Il tasso piu’ basso si segnala in Austria (4,2%), Lussemburgo (4,3%), Irlanda e Cipro (entrambi al 4,5%) e Gran Bretagna (4,7%). I tassi piu’ elevati in Polonia (18,8%), Slovacchia (15,9%), Lituania (11,3%) e Spagna (11%). Il tasso di disoccupazione maschile dell’Eurozona e’ salito dal 7,9% di un anno fa all’8% ed e’ rimasto invariato all’8,3% nei Venticinque; il tasso di disoccupazione femminile e’ passato dal 10,2% al 10,3% in Eurolandia ed e’ restato fermo al 10% nell’Ue25. Secondo le stime dell’Ufficio Statistico della Comunita’ Europea, a luglio 2004 risultavano disoccupati 12,7 milioni di persone nell’Eurozona e 19,3 milioni dell’Ue25. Eurostat segnala infine che gli aumenti piu’ consistenti della disoccupazione si sono avuti nei Paesi Bassi (dal 3,8% di luglio 2003 al 4,8%), in Svezia (da 5,6% a 6,4%), nel Lussemburgo (da 3,8% a 4,3%) e nella Repubblica Ceca (da 7,9% a 8,8%). Le diminuzioni piu’ forti in Estonia (da 10,3% a 8,8%), Lituania (da 12,6% a 11,3% e in Slovenia (da 17% a 15,9%).