La storia si ripete in farsa: ed eccoci al 25 luglio che precede l’8 settembre
Sento ricicciare tentazioni di Italexit. A scanso di equivoci e affinché non ci sia il rischio che qualche giornalista mi ritenga ideologo di questa via (mi attribuiscono troppo spesso posizioni di altri) voglio affermare in maniera definitiva che ritengo tale ipotesi un’aberrazione. Un’aberrazione che va in senso opposto a tutta la tradizione storica, ideale e di sangue a cui appartengo. Nello specifico, ciò va di moda quando assistiamo a una nuova offensiva americana per schiacciare l’Europa; mentre il populismo pentastellato intende chiudere l’Ilva proprio quando Trump fa la guerra all’alluminio europeo; quando il CFR, ovvero il centro che decide la politica americana da quasi un secolo, ha deciso di muovere guerra economico-politica all’Europa e alla Germania, chiarendo addirittura che se persistono relazioni russotedesche troppo forti è disposto a scatenare la guerra nucleare; quando si sta aviando il processo di esercito europeo e di spaziale europeo; quando sia la Cina che gli Usa passano ad un livello superiore e se l’Europa tarda tutti i nostri popoli saranno fuori dalla storia e destinati all’estinzione. Quali che siano i pii intenti degli apprendisti politici di oggi, questa è una scelta di campo, ed è l’opposta a quella della nostra tradizione.
Una cosa è combattere per cambiare gli equilibri e i rapporti di forza in Europa (ma nessuno lo fa…), ben altra è quella di rispondere – con tutta l’innocenza possibile, dovuta all’impreparazione – al richiamo della Gladio, fino a fare festa dietro al nuovo commissario politico Bannon, scialbo erede del sinistro Ledeen degli anni del sangue. In questi gorni siamo alla riedizione pietosa del 25 luglio che precede quella miserabile dell’8 settembre. In questo caso, come in quello, dai festanti democratici o neodemocratici vengono riscoperti Garibaldi, il Tricolore, la Patria, mentre si funge da testa di ponte degli americani.
È tempo di un forte impegno all’interno dell’ondata populista, ma proprio nel senso opposto di quello cantato dalla sirena exit e della retorica antitedesca.
Altrimenti settantasette anni di storia di una parte politica non saranno serviti a niente e potranno essere cestinati.
Qualunque cosa accada non intendo confondermi con le dita che li getteranno nel cestino.
