Dateci un annetto di Polpot tanto per respirare un po’ di libertà
Nella terra degli spritz, bitter e aperol non mancano persino nel bar dell’ospedale. «Mi dai un macchiato?» scherzava, l’altro giorno, un habitué del locale all’interno del Santi Giovanni e Paolo di Venezia. E la barista, sorridendo per il linguaggio in codice, chiedeva conferma: «Metà e metà?». Ovvero metà vino bianco e metà liquore rosso, pronto per essere servito nei bicchieri usa e getta d’ordinanza.
Il divieto a servire “alcolici di ogni genere” vale solo per i degenti. E infatti, davanti alla richiesta di un alcolico, la barista si informa se sei ricoverato. Basta rispondere di no. Un vizio molto veneziano, si dirà, ma che cozza contro una precisa normativa che ha portato gli ospedali a bandire tutti gli alcolici dai loro bar. E che il direttore generale dell’Ulss 12, Giuseppe Dal Ben, ora vuole far rispettare anche al Civile. Informato sull’andazzo da poco, ha scritto ai gestori del locale, la ditta Argenta, in scadenza nel 2016, minacciando addirittura la revoca del contratto se non sarà rispettato il divieto di vendere alcolici e superalcolici.
