Dove Morte e Tragedia vengono esorcizzate dalla stupidità
Il caso del comico Gene Gnocchi che durante la trasmissione Di Martedì sulla 7 ha pesantemente “ironizzato” sulla morte di Claretta Petacci, con contorno di malcelate risatine del conduttore, oltre a provocare un’ondata di giusta indignazione sui social, induce a delle riflessioni sulla banalizzazione della Morte e della Tragedia, tipica di un Occidente che ha perso ogni tipo di remora morale e di senso del limite, che hanno sempre caratterizzato la storia europea anche nei momenti piu’ tragici.
Si badi bene, quello di Gnocchi, non è un caso isolato né il primo della serie: chi non ricorda le terribili vignette di Charlie Hebdo sui morti del terremoto di Amatrice ?
Il bello è che gli stessi ambienti progressisti, dai quali sovente provengono queste banalizzazioni della morte anche violenta, sono gli stessi che dai magazine o dalle trasmissioni televisive, giornalmente fanno la predica su come i giovani abbiano perso ogni freno inibitorio verso i deboli, gli indifesi etc e su come commettano gesti violenti senza che si rendano conto della gravità dei loro atti.
Tra uno speciale sul bullismo ad uno sul femminicidio, passando per un predicozzo sull’utilizzo vessatorio dei social, fino alle famigerate baby-gang di Napoli che uccidono per un nonnulla, la sinistra liberal e postsessantottina, non vuole rendersi conto che proprio il nichilismo che ha sparso per decenni nella scuola, nella cultura e nel giornalismo è il brodo di cultura che sussume ad amplifica questi fenomeni.
Laddove non si insegna il senso greco-romano del Limite, dello Stile e del rispetto che si deve ai Morti, soprattutto quando la Morte si accompagna alla Tragedia, rende del tutto sterili ed anzi controproducenti appelli legalitari e moralistici, tipici di una società in cui il distacco tra Realtà e Narrazione è ormai giunto a livelli di guardia.
Laddove il cadavere di una donna appeso nel 1945 ad un distributore di benzina ed oggetto di pubblico vilipendio, diventa nel 2018 una pagina da raccontare divertiti in una trasmissione televisiva in prima serata allo scopo di suscitare ilarità, crescono solo la barbarie, l’inciviltà e la vigliaccheria.
Questi disvalori sono quelli che vengono trasmessi alle giovani generazioni da adulti ben retribuiti, in giacca e cravatta e che occupano scranni dai quali possono sentenziare su tutto.
Questi signori devono però sapere, visto che sono adulti e vaccinati, che sono i primi responsabili della legge della giungla i cui segnali fragorosi si avvertono sempre più di frequente nelle strade delle nostre metropoli e dei quali dovranno rispondere alle tante vittime che avranno contribuito a causare. Sempre naturalmente ridendo in modo stolto, come loro solito.
