
O il business del vaccino
Volker Fintelmann
Volker Fintelmann (Berlino, 1933) è dottore in Medicina e Chirurgia, specializzato in Medicina Interna e Gastroenterologia, già Primario di Medicina Interna, direttore dell’Ospedale Rissen della Croce Rossa tedesca di Amburgo. I suoi studi sono rivolti in particolare all’epatologia, alla fitoterapia e ad un ampliamento dell’arte medica verso l’antroposofia
Estratto da “Elementi di Medicina antroposofica”, edizioni Red, Como 1996, pagg. 193-195
Traduzione di Roberto Guardigli
Al termine di questo capitolo [Patologie Infiammatorie – Infezioni dell’infanzia, ndr] vanno dette due parole sul tema vaccinazioni, nonostante o proprio perché si tratta di un argomento scottante. Le vaccinazioni sono oggi talmente consuete e pare anche indiscusse che non le si può neppure mettere in dubbio. Fa impressione sperimentare con quale dogmatismo, e in parte anche fanatismo, i pediatri dichiarino ai genitori la necessità delle vaccinazioni. Aver sentito, anche una volta sola, dopo la nascita di un bimbo delicato, dichiarare dai genitori indecisi sull’opportunità delle vaccinazioni proposte che, dato il loro atteggiamento mentale, sarebbe stato meglio se non avessero avuto un figlio, resta un’esperienza indelebile.
Se si riflette attentamente su quanto è stato detto nel presente capitolo, si comprende che le vaccinazioni non sono una necessità scontata. Se, per evitare le rare e a volte anche serie complicazioni, si procede alla vaccinazione contro la maggior parte delle infezioni benigne che si risolvono con la guarigione spontanea, si sottrae all’essere umano un’occasione di sviluppo che rappresenta un contributo alla sua individualizzazione. Questa ingerenza sul libero sviluppo del singolo individuo è così pesante che non può venire considerata altro che una drastica manipolazione dell’essere umano. Alla sua base vi è una mentalità che tende ad assicurarsi contro ogni rischio, mentalità che si esprime visibilmente in modo lampante nella quantità e nella grandezza delle strutture assicurative. Contro che cosa non ritiene necessario oggi di doversi assicurare l’uomo! Questo modo di pensare può venire facilmente applicato alla malattia. Come sarebbe apparentemente bello potersi assicurare anche contro tutte le malattie, in modo da poterle evitare per sempre. La vaccinazione rappresenta una risposta di questo tipo. Qui non si vogliono mettere in discussione le vaccinazioni in generale, ma sollevare il problema per le vaccinazioni contro quelle infezioni dell’infanzia che abbiamo prima specificato. Per togliere un motivo di polemica va detto esplicitamente che la poliomielite non è stata inserita tra queste. Bisogna però mettere in discussione l’opportunità delle vaccinazioni contro le infezioni dell’infanzia alle quali in questo capitolo è stata attribuita un’occasione particolare di individualizzazione. Lo si è già fatto con quanto abbiamo detto più sopra, ma si possono ancora ampliare alcuni concetti. È già stato fatto notare che una malattia ha anche un carattere ‘temporale’, o biografico, che la porta a manifestarsi in un momento idoneo per l’individuo. Con la vaccinazione però la malattia subentra in un organismo assolutamente impreparato, a cui non è stato concesso di prendere parte alla valutazione del momento opportuno per vivere la propria malattia e che di conseguenza ne viene scombussolato. Secondo gli studi di Steiner un simile procedimento porta a un forte legame dell’individualità con il corpo, in particolare con il corpo ereditario. Se si considerano gli effettivi retroscena, in un senso assolutamente spirituale, dietro all’apparente fortuna della vaccinazione sta il tentativo di legare l’uomo al suo contesto ereditario e di impedirne un libero sviluppo. Va detto esplicitamente che nessuno dei medici o degli scienziati che oggi sostengono le vaccinazioni ha un’intenzione simile e che essi non vanno ritenuti responsabili di una simile manipolazione dell’uomo. Ci sembra però indispensabile, per lo sviluppo di una medicina futura, che questi argomenti vengano presi in considerazione almeno come ipotesi.
Ai suoi tempi Steiner venne interrogato dai medici a proposito degli effetti sul bambino e sull’individuo della vaccinazione antivaiolosa, allora relativamente recente. La sua risposta non lasciò adito ad alcun dubbio sul fatto che con quella vaccinazione si interveniva pesantemente sul libero sviluppo umano. Essa impediva un futuro sviluppo spirituale dell’uomo, cosa che può essere interpretata come un legare l’uomo alla materia e alla concezione materialistica. In riferimento al corpo questo significa anche un’eccessiva tendenza alla sclerosi, all’indurimento. La problematica delle vaccinazioni contro le infezioni dell’infanzia getta una luce particolare su una questione che può diventare importante per la medicina a venire, vale a dire lo sviluppo indipendente del singolo individuo. Una delle idee basilari dell’antroposofia è quella per cui lo sviluppo dell’umanità, e di conseguenza del singolo, mira alla formazione di un’individualità libera e indipendente. Nella sua Filosofia della libertà Steiner ha fondato questo finalismo dell’uomo da un punto di vista gnoseologico. Ignorando tale fine la medicina odierna si è posta per molti aspetti assolutamente al servizio di un atteggiamento mentale che nega un simile sviluppo indipendente dell’uomo. E come avviene sempre anche nei sistemi politici autoritari o dittatoriali, l’azione decisiva si concentra sull’infanzia perché in quel periodo è più facile manipolare l’uomo. Oggi prendere posizione su questi argomenti, per esempio contro la mentalità che dà per scontata la vaccinazione in età infantile, è certo un atto di coraggio. Ma il coraggio deve diventare una qualità irrinunciabile per il medico se egli vorrà inserirsi in un vero progresso medico futuro.
All’inizio di questo capitolo ho detto che, non essendo medico specialista, non avrei trattato dettagliatamente le infezioni dell’infanzia, e non avrei dato riferimenti di terapia. Abbiamo descritto le infezioni dell’infanzia da una parte per presentare le caratteristiche generali delle malattie infiammatorie e dall’altra per accennare a importanti questioni limite della medicina odierna. Alcune tematiche sono problemi aperti che richiedono il dialogo e la discussione. Questo capitolo si propone quindi di stimolare una riflessione e una discussione aperta, e deve venire considerato solo come una parte nell’intero contesto del libro.
Riferimenti Bibliografici
Wolfgang Goebel, Michaela Glöckler La salute del bambino, Armando Editore, Roma 1995.

