
Le parole di Cabona su Barbadillo esprimono un fortissimo disagio esistenziale a rischio di contagio
In un’intervista sulla questione ucraina, comparsa sul sito online Barbadillo, Maurizio Cabona, già esponente della Nuova Destra italiana e oggi caporedattore de “Il Giornale”, dopo una serie di considerazioni, afferma a proposito del ruolo svolto dall’opposizione neonazionalista ucraina, che sono palesemente manovrati dai servizi segreti occidentali.
Poi, facendo propria , la campagna di intossicazione, portata avanti dal dopoguerra da diversi servizi afferma con il tono di chi conosce la verità che” le estreme destre, un po’ ovunque, sono lo pseudonimo dei servizi segreti occidentali”.
Ora tale affermazione, del tutto infondata ed anzi del tutto sviante, soprattutto alla luce di quanto sta emergendo oggi sul ruolo dell’estrema sinistra nelle stragi in Italia, è un vero e proprio assist alle centrali “occidentali” che lui dice essere dietro ai moti ucraini.
Stupisce il fatto che i “nuovidestri” oltre a provenire dall’ambiente che tanto ha sofferto le persecuzioni giudiziarie dovute a questo “falso teorema” , si affidino ad una lettura “complottista” della Storia, per la quale ogni fenomeno “rivoluzionario” è sempre non spontaneo e pilotato.
Non perché questi fenomeni di strumentalizzazione dell’esistente non ci siano e non producano anche l’eterodirezione di questo , ma perché comunque c’è bisogno che vi sia un esistente alla base .
Mi spiego meglio. È noto a tutti che il Risorgimento italiano fu anche il frutto di spinte, pressioni ed operazioni di “infiltrazione” operati dagli inglesi, dalla massoneria e da chissà quali altre entità, ma è stato, anche in modo contraddittorio, un fenomeno autonomo ed un’aspirazione ad un Italia libera, indipendente e non sotto dominio straniero. Ergo, due fattori concomitanti, qualche volta paralleli, altre volte divergenti nei mezzi e nelle finalità. Nulla di nuovo sotto il sole da quando è nato l’Uomo.
Lo stesso ragionamento non può valere per l’Ucraina occidentale, che il tallone russo lo assaggia da un secolo Oppure, tutto nella Storia, è predeterminato da una Spectre che tutto crea e tutto distrugge, a seconda dei suoi interessi?
Il modo in cui Cabona, liquida nelle sue dichiarazioni, la destra radicale e/o identitaria che dir si voglia, come strumento dei servizi segreti, capace addirittura di provocare rivoluzioni qui e là in Europa, è indice di un‘ analisi infantile e grossolana di quanto sta accadendo in Europa.
In Europa, i movimenti identitari (il termine estrema destra lo lascerei a Repubblica) sono in forte espansione, soprattutto a livello giovanile, per una serie di motivi che non dovrebbero sfuggire a nessun acuto osservatore, tantomeno a Cabona.
E’ altrettanto ovvio, che tra i motivi non ci sono i servizi segreti occidentali o la Spectre, ma l’oggettiva spinta di tanti europei di riappropriarsi della propria identità e di avere un futuro, negato oggi ad Est quanto ad Ovest.
Questo avviene in nome dei diversi popoli europei, per un’Europa che sia sintesi delle diverse identità nazionali che si trovano a fronteggiare, situazioni differenti dovute a questioni culturali, geografiche e storiche, perché non è la stessa cosa essere identitari a Kiev o a Roma. Monsieur de Lapalisse, ma tant’è…
I giovani nazionalisti ucraini a Kiev non potevano non combattere il Governo filorusso di Yanukovic, perché rappresentava , ad onta di tutte le sottili disquisizioni geopolitiche fatte su Barbadillo, in quel momento il loro oppressore, e non per questo possono essere bollati” come agenti dei servizi occidentali”. Se saranno lucidi, coerenti e consapevoli delle loro idee, sapranno affrontare in egual modo i nuovi assetti di potere a loro sfavorevoli. Hanno giocato una partita inevitabile, dal loro punto di vista.
La questione, poi, non si risolve facendo il tifo infantile tra Putin e Obama, né tantomeno innamorandosi, ancora una volta(?) , di uno dei due campi, che mettiamocelo bene in testa, farà sempre i propri interessi, economici e geopolitici ma smettendola, magari, di sputare sentenze su un ambiente che non le merita, e che, nonostante tutto e tutti, ha ancora l’Europa dei popoli come prospettiva unitaria.
Caro Cabona, non facciamo come i comunisti degli anni sessanta che lodavano la Russia in quanto “paradiso dei lavoratori”, trasformandola nell’odierna versione del “paradiso di tutti i patrioti europei”: questo sì che piacerebbe tanto ai servizi occidentali.