Né pagana, né cristiana: kabbalistica
Chicca del 3 dicembre, all’inaugurazione del Ponte Spizzichino
”La vera realtà di Roma – ha detto Alemanno – non è quella dell’antisemitismo e dell’offesa ma quella dei viaggi della memoria, della notte della Cabalà ed è questa la realtà che dobbiamo diffondere per isolare chi fa il gesto demente di definirsi fascista”’. ”Non faremo sconti nei confronti di chiunque voglia rivendicare l’orgoglio fascista – ha sottolineato Pacifici – e ci troverà uniti in questa battaglia. Ci auguriamo di sentire il senso di questa battaglia anche nelle prossime campagne elettorali”.
“Ora – ha concluso Alemanno – dobbiamo intitolare qualcosa di importante e significativo anche a Shlomo Venezia, una persona che è nei nostri cuori” .
A forza di avvolgersi su se stesso il Gollum del Campidoglio è riuscito a definire dementi i fascisti. E una volta di più si è schierato dalla parte di chi sostiene che “non farà sconti a chi difende il proprio orgoglio”.
Fin qui nulla di nuovo sotto quel sole, neppure lo stanco conato di vomito.
Il bello è un altro.
Sostenere che la vera Roma sarebbe quella della notte della Cabalà, dimenticando così Roma Antica, il paganesimo ed il cattolicesimo ed estrapolando dalla stessa minoranza del ghetto un aspetto cultuale e culturale molto particolare, non fa solo ridere ma produce una situazione surreale.
Con quali credenziali pensa, il sindaco che si è appena gettato nella cordata ciellina verso la ricostituzione della DC, di farsi benedire dalle alte cariche clericali che, da tempo apertissime all’ebraismo, non lo sono né possono esserlo al kabbalismo per le sue connotazioni misteriche ed iniziatiche e per i suoi influssi neorinascimentali?
La domanda forse non è peregrina. E se Gollum in fondo in fondo fosse stupido?
