La condanna “esemplare” per le tre è inferiore a quella subita da Alberto Palladino
Due anni di prigione, una dura condanna per Masha, Katya e Nadia, le tre Pussy Riot autrici a febbraio di un sacrilego blitz nella Cattedrale del Cristo Salvatore a Mosca, in cui avevano chiesto alla Vergine Maria di “cacciare via” l’allora premier Vladimir Putin, diventato di nuovo presidente della Russia poche settimane dopo. Colpevoli di “teppismo motivato da odio religioso”, dovranno scontare la pena in una delle galere russe che non brillano certo per comfort. La giudice Marina Sirova gli ha assegnato un anno in meno dei tre richiesti dall’accusa: Nadia Tolokonnikova, 22 anni, Maria Aliokhina, 24, ed Ekaterina Samutsevich, 30 da pochi giorni, resteranno in carcere per circa un anno e mezzo, dato che la pena viene calcolata dal momento dell’arresto, il 4 marzo scorso.
La condanna “eesemplare” per le tre è inferiore a quella subita da Alberto Palladino ma la stampa, stavolta, si scandalizza.
La condanna “eesemplare” per le tre è inferiore a quella subita da Alberto Palladino ma la stampa, stavolta, si scandalizza.
